In letteratura si trovano molti dati riguardo alla depressione post partum che colpisce le madri, generalmente tra i due ed i tre mesi dalla nascita del bambino. Poco si conosce delle modificazioni paterne durante i primi mesi di vita del bambino, e fino ad oggi non erano stati condotti studi di popolazione che valutassero la frequenza del fenomeno ed i suoi possibili effetti sulla crescita dei figli.
Un grande studio di popolazione pubblicato sulla rivista The Lancet condotto su circa 8000 nuclei familiari ha somministrato gli stessi test ai padri e alle madri, valutando poi l’andamento a distanza di tre e cinque anni e soprattutto il comportamento dei bambini. Si è visto che circa il 10% delle madri e circa il 4% dei padri riportava sintomi di depressione; in molti nuclei familiari la depressione era presente in ambedue i genitori e, laddove il padre era depresso, i figli riportavano più frequentemente tratti di iperattività e problemi della condotta. L’attenzione al nucleo familaire e ai cambiamenti legati al passaggio da coppia a famiglia, così come lo sviluppo della funzione genitoriale si confermano importanti al fine di una corretta prevenzione e, dal punto di vista socio-sanitario, per poter fornire risposte adeguate al disagio emotivo in chi si appresta a diventare genitore o lo è diventato da poco.
Claudia Ravaldi, medico psichiatra e psicoterapeuta. Professore a contratto presso l'Università di Firenze