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	<title>Claudia Ravaldi &#187; obesità</title>
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	<description>Un blog di psicologia, psichiatria e psicoterapia su anoressia, bulimia, ansia, depressione e lutto</description>
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		<title>La depressione giovanile come fattore di rischio per l&#8217;obesità</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2005 00:13:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>

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L&#8217;obesità è una condizione di grave rilevanza epidemiologica su scala mondiale, perche si è diffusa ubiquitariamente sia nei paesi ad alto sviluppo che nei paesi più poveri.
L&#8217;obesità ha una genesi multifattoriale, e in questi ultimi anni molti studi si sono proposti di individuare tra i fattori che promuovono una condizione [...]


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<div class="wp-caption alignleft" style="width: 296px"><img title="Depressione giovanile e suicidio" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/28.jpg" alt="" width="286" height="157" /><p class="wp-caption-text">&quot;Infanzia negata&quot; di Anna Maceroni.</p></div>
<p>L&#8217;<span class="evid">obesità</span> è una condizione di grave rilevanza epidemiologica su scala mondiale, perche si è diffusa ubiquitariamente <strong>sia nei paesi ad alto sviluppo che nei paesi più poveri</strong>.<br />
L&#8217;obesità ha una genesi multifattoriale, e in questi ultimi anni molti studi si sono proposti di individuare tra i fattori che promuovono una condizione di sovrappeso e di obesità quelli su cui poter effettuare una corretta prevenzione, in modo da poter arginare il fenomeno e proporre più efficaci terapie.<br />
In particolare, il riconosciuto fallimento della sola <strong>dieta ipocalorica</strong> ha sottolineato l&#8217;esigenza di un approccio all&#8217;obesità ed al sovrappeso che sia necessariamente multidisciplinare, e che affronti i fattori che promuovono la cronicizzazione e facilitano le ricadute anche dopo dimagrimenti importanti.<br />
In questi giorni sono usciti su riviste internazionali alcuni lavori di popolazione, effettuati su campioni comunitari, che hanno valutato il nesso tra <span class="evid">depressione dell&#8217;umore</span>, <span class="evid">sovrappeso</span> e <span class="evid">obesità</span>.<span id="more-145"></span><br />
In particolare uno <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=pubmed&amp;dopt=Abstract&amp;list_uids=16302014&amp;query_hl=3" target="_blank">studio prospettico</a> condotto in Finlandia ha seguito per 20 anni lo stesso campione di 12000 persone nate nel 1966, valutando periodicamente alcuni parametri psicopatologici e fisici. In questo studio è emerso che giovani donne con <span class="evid">depressione dell&#8217;umore in infanzia o adolescenza</span> presentano un altissimo rischio di sviluppare <span class="evid">sovrappeso e obesità</span>, pari a circa 11 volte il rischio di chi non è depresso.<br />
Considerando quanto sia <strong>difficile riconoscere e trattare adeguatamente la depressione infantile e adolescenziale</strong>, che talvolta appare sfumata e fluttuante, questi dati sottolineano la duplice necessità di valutare approfonditamente la <strong>salute infantile e adolescenziale</strong>, trattare i sintomi di depressione dell&#8217;umore in modo adeguato e soprattutto, tenere bene a mente il <span class="evid">nesso tra umore depresso e futura obesità</span>, che sembra essere valido soprattutto per le donne.<br />
Un altro <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=pubmed&amp;dopt=Abstract&amp;list_uids=16302017&amp;query_hl=3" target="_blank">studio di popolazione</a> condotto negli USA ha invece evidenziato la <span class="evid">compresenza di depressione dell&#8217;umore e di obesità</span> nella popolazione adulta femminile, osservando che le <strong>donne obese</strong> sono tendenzialmente <strong>più depresse</strong> delle donne normopeso e degli uomini sovrappeso o normopeso.<br />
Anche questo dato sembra dunque confermare la <span class="evid">frequente combinazione di obesità e depressione dell&#8217;umore</span>, sia come fattori causali l&#8217;uno dell&#8217;altra, sia come associazione di sintomi.<br />
Un trattamento efficace deve prendere in considerazione ambedue i disturbi, utilizzando strategie terapeutiche combinate per affrontre contemporaneamente sia la depressione sia il problema obesità/sovrappeso.</p>
<p><span class="piccolo">L&#8217;immagine è &#8220;Infanzia negata&#8221; olio su tela dell&#8217;artista <a href="http://annamaceroni.altervista.org/" target="_blank">Anna Maceroni</a>. Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari.</span></p>

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		<title>L&#8217;obesità infantile: un&#8217;epidemia che ha molti responsabili.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2005 23:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>

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Negli Stati Uniti circa nove milioni di bambini al di sopra dei sei anni sono obesi. Il fenomeno è particolarmente preoccupante se consideriamo l&#8217;entità delle patologie associate all&#8217;obesità, che vanno dal disagio psicologico al diabete, all&#8217;ipertensione, che costituiscono gravi fattori predittivi per una peggiore qualità della vita ed un generale [...]


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<p><img class="alignleft" title="Obesità infantile" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/8.jpg" alt="Obesità infantile" width="222" height="220" />Negli Stati Uniti circa <strong>nove milioni di bambini</strong> al di sopra dei sei anni sono <strong>obesi</strong>. Il fenomeno è particolarmente preoccupante se consideriamo l&#8217;entità delle patologie associate all&#8217;<a href="http://www.psico-terapia.it/menus/disturbi-alimentari/obesita.php" target="_blank">obesità</a>, che vanno dal <strong>disagio psicologico</strong> al diabete, all&#8217;ipertensione, che costituiscono gravi fattori predittivi per una peggiore qualità della vita ed un generale aumento della mortalità per patologie cardiovascolari in età adulta. Nell&#8217;autunno del 2004 l&#8217;<a href="http://www.iom.edu/focuson.asp?id=22593" target="_blank">Istituto di Medicina</a> (<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym>) ha promosso una campagna di sensibilizzazione al problema coinvolgendo i diversi responsabili del fenomeno: i singoli individui, le famiglie, le scuole, le comunità cittadine, gli enti sanitari da un lato. Dall&#8217;altro l&#8217;<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym> ha cercato di coinvolgere anche i le industrie alimentari, i singoli produttori artigianali di alimenti ed i ristoranti. Un lavoro intenso è poi stato fatto con gli ingegneri ambientali e gli architetti per promuovere spazi cittadini da utilizzare liberamente per l&#8217;<strong>esercizio fisico</strong>. Come ricorda il <a href="http://www.medscape.com/viewarticle/506851?rss" target="_blank">Dr Harvey Fineberg</a>, presidente dell&#8217;<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym>, il peso corporeo è il risultato di un <strong>armonico equilibrio tra introito calorico e attività fisica bilanciata</strong>. È dunque necessario riscoprire ai vari livelli sociali un diverso stile di vita per i bambini occidentali: &#8216;<em>eating smarter and being more active</em>&#8216;, cioè mangiare in modo <strong>più intelligente</strong> e essere <strong>più attivi</strong> fisicamente.</p>

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