"Infanzia negata" di Anna Maceroni.

L’obesità è una condizione di grave rilevanza epidemiologica su scala mondiale, perche si è diffusa ubiquitariamente sia nei paesi ad alto sviluppo che nei paesi più poveri.
L’obesità ha una genesi multifattoriale, e in questi ultimi anni molti studi si sono proposti di individuare tra i fattori che promuovono una condizione di sovrappeso e di obesità quelli su cui poter effettuare una corretta prevenzione, in modo da poter arginare il fenomeno e proporre più efficaci terapie.
In particolare, il riconosciuto fallimento della sola dieta ipocalorica ha sottolineato l’esigenza di un approccio all’obesità ed al sovrappeso che sia necessariamente multidisciplinare, e che affronti i fattori che promuovono la cronicizzazione e facilitano le ricadute anche dopo dimagrimenti importanti.
In questi giorni sono usciti su riviste internazionali alcuni lavori di popolazione, effettuati su campioni comunitari, che hanno valutato il nesso tra depressione dell’umore, sovrappeso e obesità. Continue reading »

 

Obesità infantileNegli Stati Uniti circa nove milioni di bambini al di sopra dei sei anni sono obesi. Il fenomeno è particolarmente preoccupante se consideriamo l’entità delle patologie associate all’obesità, che vanno dal disagio psicologico al diabete, all’ipertensione, che costituiscono gravi fattori predittivi per una peggiore qualità della vita ed un generale aumento della mortalità per patologie cardiovascolari in età adulta. Nell’autunno del 2004 l’Istituto di Medicina (IOM) ha promosso una campagna di sensibilizzazione al problema coinvolgendo i diversi responsabili del fenomeno: i singoli individui, le famiglie, le scuole, le comunità cittadine, gli enti sanitari da un lato. Dall’altro l’IOM ha cercato di coinvolgere anche i le industrie alimentari, i singoli produttori artigianali di alimenti ed i ristoranti. Un lavoro intenso è poi stato fatto con gli ingegneri ambientali e gli architetti per promuovere spazi cittadini da utilizzare liberamente per l’esercizio fisico. Come ricorda il Dr Harvey Fineberg, presidente dell’IOM, il peso corporeo è il risultato di un armonico equilibrio tra introito calorico e attività fisica bilanciata. È dunque necessario riscoprire ai vari livelli sociali un diverso stile di vita per i bambini occidentali: ‘eating smarter and being more active‘, cioè mangiare in modo più intelligente e essere più attivi fisicamente.

 

Uno studio condotto dai pediatri dell’università di Houston su bambini seguiti periodicamente per circa tre anni ha dimostrato che il sovrappeso e l’obesità infantile sono fortemente correlati non tanto alla dieta seguita dai ragazzi ma soprattutto alla sedentarietà e al numero di ore passate davanti alla televisione. Un’ulteriore prova del fatto che una sana attività fisica facilita una crescita armonica.

Leggi l’articolo originale

© 2012 Dott.ssa Claudia Ravaldi
Via C.Goldoni 136, Prato
CF RVLCLD74H66F257D - PI 01893180974
email: claudia.ravaldi@psico-terapia.it
Suffusion theme by Sayontan Sinha