La morte in-attesa. Claudia RavaldiE’ uscito La morte in-attesa, il nuovo libro di Claudia Ravaldi, per Ipertesto Edizioni. Gli operatori sanitari si trovano a contatto con i genitori che hanno perso un figlio nel momento stesso della sua morte e in quelli immediatamente successivi. Nonostante questo, la formazione degli operatori sanitari presenta forti lacune negli aspetti relativi al sostegno dei genitori. In assenza di un training specifico, i pregiudizi psicologici, culturali e sociali nei confronti delle reazioni dei genitori al lutto influenzano la qualità del supporto offerto dagli operatori sanitari. Spesso queste figure si trovano in difficoltà nel fornire risposte empatiche a causa della mancanza di comprensione delle modalità più adatte per fronteggiare questa dolorosa circostanza.
Questo testo affronta le diverse sfaccettature del lutto perinatale offrendo una chiave di lettura pratica basata sulla più aggiornata letteratura scientifica e sulle testimonianze di oltre duemila genitori in lutto.

Note sull’autore:
Claudia Ravaldi, psichiatra, psicoterapeuta, ha fondato nel 2006 l’associazione scientifico-assistenziale CiaoLapo Onlus. Ha pubblicato più di 50 articoli scientifici ed ha all’attivo oltre cento par-tecipazioni a congressi, seminari e corsi di formazione come docente nel campo del lutto, della psicologia della gravidanza e della gestione clinica del lutto perinatale. Questo è il suo quarto libro.

Se vuoi puoi richiedere una copia de “La morte in-attesa” facendo una donazione minima di 15€ alla Associazione CiaoLapo Onlus. Ulteriori informazioni in questa pagina.

 

Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano dedicato al lutto perinatale. Nel libro La tua culla è il mio cuore, ideato e curato da Claudia Ravaldi, si narrano 8 storie di genitori alle prese con il lutto perinatale, per mano dei genitori stessi che giorno dopo giorno, mese dopo mese, hanno “tirato le fila” del loro percorso di elaborazione del lutto attraverso pensieri, emozioni, difficoltà, stati d’animo fluttuanti, guidate dall’amore per i loro figli, e dai principi dell’automutuoaiuto. Le 8 storie si dipanano nel percorso dalla diagnosi, al dolore, fino al recupero di quel benessere che all’inizio sembra irraggiungibile, lontano, perso per sempre.
Un libro per genitori, desiderosi di leggere finalmente le esperienze italiane di elaborazione del lutto, e per tutti gli operatori che ogni giorno scelgono di essere cura, ed si impegnano affinchè certi errori non vengano più ripetuti.
Con la prefazione di Giovanni Avesani, di Ipertesto Edizioni, l’introduzione della dott.ssa Carla Maria Xella, e la postfazione di Claudia Ravaldi, “La tua culla è il mio cuore” è disponibile sia presso l’associazione CiaoLapo Onlus (lo potete ricevere con una donazione minima di 15€), sia presso l’editore Ipertesto edizioni.


Tutto il ricavato della pubblicazione, al netto degli oneri di legge, sarà devoluto all’associazione CiaoLapo Onlus.

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The Lancet Stillbirth SeriesOgni anno nel mondo muoiono tre milioni di bambini nel ventre delle loro madri. Questo tasso di mortalità è superiore, per fare un esempio a quello dell’AIDS e della malaria messi insieme. E’ necessario che il mondo, i media e le classi politiche prestino attenzione a questi dati drammatici: 8770 morti al giorno, e apparentemente ancora nessuna consapevolezza, sociale e sanitaria, sulla morte intrauterina. Il numero speciale di Aprile di The Lancet, il prestigioso giornale che è riferimento di migliaia di medici in tutto il mondo è interamente dedicato alla morte intrauterina, con una serie di sei articoli scritti da ricercatori di tutto il mondo. L’iniziativa, promossa dall’International Stillbirth Alliance (ISA) a da Save The Children, è stata sostenuta da oltre 50 organizzazioni mondiali, tra cui CiaoLapo Onlus (associazione fondata e diretta da Claudia Ravaldi) per l’Italia.
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Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi

Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi

Una famiglia di gatti, due genitori e due cuccioli, si prepara all’arrivo di un nuovo fratellino, che purtroppo invece non arriverà. Attraversando con un po’ di fatica le fasi del lutto e imbattendosi nelle emozioni e nelle difficoltà, Pippo e Pallina riusciranno a non perdersi d’animo, e impareranno che il cuore è abbastanza grande per accogliere anche chi non c’è più.

Quando muore un bambino l’esperienza è così dolorosa da essere per molte persone impensabile ed inenarrabile. Nella gran parte dei casi i conoscenti non sanno cosa dire, e quasi nessuno trova parole adatte. Ciò è ancora più evidente quando se ne deve parlare con i bambini. ”Nella Scia di una Stella Cadente” è una fiaba terapeutica nata dall’esperienza personale dell’autrice, psichiatra e psicoterapeuta, di mamma alle prese con la perdita del secondo figlio e con le domande del fratello maggiore. Una fiaba scritta nella speranza che possa rappresentare per le famiglie uno strumento per riflettere sulla morte senza paura e senza bugie, e possa dare a adulti e bambini la possibilità di esprimere liberamente pensieri e emozioni. Continue reading »

 

Se qualcuno le verrà ancora a dire che ha un angelo
in paradiso Rose lo farà nero di botte.
Non sa che farsene di una cosa tanto incorporea.
Vuole un bambino urlante, agitato, affamato assonnato
e perfettamente sveglio alle tre del mattino.
Che se ne fa di un angelo?
Si metterà a gridare se qualcuno le verrà ancora a dire di farne un altro,
come se i bambini, le persone, fossero sostituibili.

C. Dunne (La metà di niente)

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Claudia Ravaldi - Piccoli Principi

Claudia Ravaldi - Piccoli Principi 2009

Piccoli Principi Perdere un Bambino in Gravidanza o dopo il Parto

un libro di Claudia Ravaldi

Boopen edizioni 2009

Aspettare un figlio, e perderlo ancor prima di avere sentito il suo pianto.

Aspettare un figlio, e racchiudere tutta la sua vita dietro il vetro di un incubatrice.

Aspettare, e in un momento sapere che nulla sarà più come prima.

Il dolore di chi perde un figlio è un dolore profondo, ancora considerato troppo intimo e sconosciuto dai più per trovare la giusta condivisione. E’ un dolore che spaventa gli altri, e annichilisce chi lo affronta. Sono nascite-morti accompagnate dal peso schiacciante del silenzio.

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bambino in utero

18 settimane dopo il concepimento

La storia di un bambino può avere origini molto antiche nella mente dei suoi genitori. Diventare genitori è un processo che si estende lungo un arco temporale ampio e non si riduce ad un evento puntiforme sancito dalla nascita del bambino; la genitorialità ha luogo nella mente e nel corpo dei genitori e può avere inizio sul piano esclusivamente ideativo e immaginifico ben prima che avvenga il concepimento.

Quando si realizza la gravidanza e il bambino è reale e presente nel ventre materno, prende forma un primo legame di attaccamento, che è specifico di quella relazione con quel bambino in quel momento (non siamo di fronte ad una attesa generica, ma viviamo quell’attesa, legata a quel particolare momento storico), e la famiglia inizia a creare un nuovo e fisiologico spazio per accogliere il nascituro. Molto spesso la gioia dell’attesa trasporta i genitori ben oltre il quotidiano, li proietta in un futuro dove la nascita è già avvenuta e la presenza del bambino è finalmente disvelata, e fisicamente definita nel quotidiano familiare; questa proiezione può avvenire naturalmente fin dalle prime settimane di gravidanza, a dispetto di ogni tendenza volta a informare la donna delle elevate possibilità di aborto spontaneo o di perdita fetale (Pullen, 2008). Immaginare il nuovo bambino nella propria realtà quotidiana, ristrutturare ed adattare la coppia – famiglia all’ingresso del figlio ha una precisa funzione evolutiva, fa parte di un processo descritto da numerosi autori che si sono occupati negli anni di genitorialità (Righetti e Sette, 2000; Ammaniti 2008). Divenire madre, divenire padre, contrariamente a quanto si possa pensare, non avviene al momento del parto, ma, fisiologicamente, spesso in modo impercettibile e inconscio durante tutto il percorso di genitorialità. Continue reading »

 

La carne e il cuore: storie di donne

La carne e il cuore: storie di donne

E’ uscito il libro “La carne e il cuore: storie di donne” a cura di Carlo Valerio Bellieni, che contiene una lunga intervista alla dott.ssa Claudia Ravaldi sui temi della maternità, dell’interruzione di gravidanza e della laicità della sua professione medica di fronte ad alcuni importanti temi di bioetica.

  • Due femministe, quattro suore, due ginecologi e una psichiatra: un esplosivo mix che ci trascina con forza nell’universo femminile infrangendo tabù e pregiudizi. Dalla diagnosi prenatale alle bambole, dall’aborto all’amore per il corpo: chi sa quante sorprese riserva il mondo femminile quando si guarda con gli occhiali giusti?
  • In questo post sono riportati alcuni estratti dall’intervista. Il libro è edito da Cantagalli (collana Il coraggio di scegliere), è distribuito in tutte le librerie ed è anche acquistabile online su IBS.it

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    Intervista di Angela Bisceglia alla dr.ssa Claudia Ravaldi
    Da Dolce Attesa – Maggio 2008

    Lutto in gravidanza

    Piccoli Principi, di Giovanni Presutti

    Perdere un bambino è sicuramente una vicenda molto triste nella vita di una coppia e, soprattutto nei primi tempi, lascia un senso di vuoto che sembra impossibile superare. “È importante prendersi tutto il tempo necessario per rielaborare il lutto che si è vissuto, senza farsi fretta e senza pretendere di cancellarlo dalla propria memoria”, dice Claudia Ravaldi, psicoterapeuta e fondatrice dell’Associazione Ciaolapo Onlus, nata proprio per offrire un sostegno ai genitori che hanno perso un figlio. “Quello del dolore è un passaggio obbligato e la guarigione non può essere resa più rapida, altrimenti il lutto non verrà superato. Molti genitori cercano un altro figlio al più presto, per colmare il vuoto e soddisfare il bisogno fisico di tenere in braccio una nuova creatura. Ma se le due esperienze sono troppo ravvicinate, la mamma rischia di provare ancora troppo intensamente il dolore della perdita: la conseguenza è che o si sente in colpa perché crede di dimenticare o rinnegare in questo modo il precedente bambino o, per scaramanzia, vive la gravidanza con minore partecipazione, con distacco, nella paura di affezionarsi al nuovo piccolo.
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