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	<title> &#187; libri</title>
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		<title>La morte in-attesa</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Dec 2011 20:05:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito La morte in-attesa, il nuovo libro di Claudia Ravaldi, per Ipertesto Edizioni. Gli operatori sanitari si trovano a contatto con i genitori che hanno perso un figlio nel momento stesso della sua morte e in quelli immediatamente successivi. Nonostante questo, la formazione degli operatori sanitari presenta forti lacune negli aspetti relativi al sostegno <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/537-la-morte-in-attesa.html'>[...]</a>
Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/529-morte-endouterina-e-supporto-ai-genitori-in-lutto.html' rel='bookmark' title='Morte endouterina e supporto ai genitori in lutto'>Morte endouterina e supporto ai genitori in lutto</a> <small>Ogni anno nel mondo muoiono tre milioni di bambini nel...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/532-la-tua-culla-e-il-mio-cuore.html' rel='bookmark' title='La tua culla è il mio cuore'>La tua culla è il mio cuore</a> <small>Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano...</small></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 10px;" src="http://profile.ak.fbcdn.net/hprofile-ak-snc4/373578_217353705007664_261743313_n.jpg" alt="La morte in-attesa. Claudia Ravaldi" width="180" height="239" border="0" />E&#8217; uscito La morte in-attesa, il nuovo libro di Claudia Ravaldi, per Ipertesto Edizioni. Gli operatori sanitari si trovano a contatto con i genitori che hanno perso un figlio nel momento stesso della sua morte e in quelli immediatamente successivi. Nonostante questo, la formazione degli operatori sanitari presenta forti lacune negli aspetti relativi al sostegno dei genitori. In assenza di un training specifico, i pregiudizi psicologici, culturali e sociali nei confronti delle reazioni dei genitori al lutto influenzano la qualità del supporto offerto dagli operatori sanitari. Spesso queste figure si trovano in difficoltà nel fornire risposte empatiche a causa della mancanza di comprensione delle modalità più adatte per fronteggiare questa dolorosa circostanza.<br />
Questo testo affronta le diverse sfaccettature del lutto perinatale offrendo una chiave di lettura pratica basata sulla più aggiornata letteratura scientifica e sulle testimonianze di oltre duemila genitori in lutto.</p>
<p>Note sull’autore:<br />
Claudia Ravaldi, psichiatra, psicoterapeuta, ha fondato nel 2006 l’associazione scientifico-assistenziale CiaoLapo Onlus. Ha pubblicato più di 50 articoli scientifici ed ha all’attivo oltre cento par-tecipazioni a congressi, seminari e corsi di formazione come docente nel campo del lutto, della psicologia della gravidanza e della gestione clinica del lutto perinatale. Questo è il suo quarto libro.</p>
<p>Se vuoi puoi richiedere una copia de &#8220;La morte in-attesa&#8221; facendo una <strong>donazione minima di 15€</strong> alla Associazione CiaoLapo Onlus. Ulteriori informazioni in <a href="http://www.ciaolapo.it/index.php?option=com_myblog&#038;show=la-morte-in-attesa.html&#038;Itemid=100043" target="_blank">questa pagina</a>.</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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		<title>La tua culla è il mio cuore</title>
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		<pubDate>Sat, 04 Jun 2011 15:06:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano dedicato al lutto perinatale. Nel libro La tua culla è il mio cuore, ideato e curato da Claudia Ravaldi, si narrano 8 storie di genitori alle prese con il lutto perinatale, per mano dei genitori stessi che giorno dopo giorno, mese dopo mese, hanno &#8220;tirato <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/532-la-tua-culla-e-il-mio-cuore.html'>[...]</a>
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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/436-la-carne-e-il-cuore-storie-di-donne.html' rel='bookmark' title='La carne e il cuore: storie di donne'>La carne e il cuore: storie di donne</a> <small>E&#8217; uscito il libro &#8220;La carne e il cuore: storie...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/516-nella-scia-di-una-stella-cadente-fiaba-terapeutica-di-claudia-ravaldi.html' rel='bookmark' title='Nella Scia di una Stella Cadente &#8211; fiaba terapeutica di Claudia Ravaldi'>Nella Scia di una Stella Cadente &#8211; fiaba terapeutica di Claudia Ravaldi</a> <small>Una famiglia di gatti, due genitori e due cuccioli, si...</small></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img style="float: left; margin: 10px;" src="https://fbcdn-profile-a.akamaihd.net/hprofile-ak-snc4/188187_212365432129254_1795809_n.jpg" border="0" alt="" width="114" height="162" />Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano dedicato al lutto perinatale. Nel  libro  La tua culla è il mio cuore, ideato e curato da Claudia Ravaldi, si narrano 8 storie  di genitori alle prese con il  lutto  perinatale, per mano dei genitori stessi che giorno dopo giorno, mese  dopo mese, hanno &#8220;tirato le fila&#8221; del loro percorso di elaborazione del  lutto attraverso pensieri, emozioni, difficoltà, stati d&#8217;animo  fluttuanti, guidate dall&#8217;amore per i loro figli, e dai principi<span class="text_exposed_show"> dell&#8217;automutuoaiuto. Le 8 storie si dipanano nel percorso dalla <strong> diagnosi</strong>, al <strong>dolore</strong>, fino al <strong>recupero di quel benessere </strong>che all&#8217;inizio  sembra irraggiungibile, lontano, perso per sempre.<br />
Un libro <strong>per  genitori</strong>, desiderosi di leggere finalmente le esperienze italiane di  elaborazione del lutto, e <strong>per tutti gli operatori </strong>che ogni giorno  scelgono di essere cura, ed si impegnano affinchè certi errori non  vengano più ripetuti.<br />
Con la prefazione di Giovanni Avesani, di  Ipertesto Edizioni, l&#8217;introduzione della dott.ssa Carla Maria Xella, e  la postfazione di Claudia Ravaldi, &#8220;La tua culla è il mio cuore&#8221; è  disponibile sia presso l&#8217;<a title="La tua culla è il mio cuore" href="http://www.ciaolapo.it/index.php?option=com_myblog&amp;show=la-tua-culla-a-il-mio-cuore.html&amp;Itemid=100043" target="_blank">associazione CiaoLapo Onlus</a> (lo potete ricevere con una donazione minima di 15€), sia presso l&#8217;editore <a title="La tua culla è il mio cuore" href="http://www.iperedizioni.it/dettaglio.aspx?l=196&amp;h=1" target="_blank">Ipertesto edizioni</a>.</span></p>
<p style="text-align: center;"><span class="text_exposed_show"><br />
<strong>Tutto il ricavato della pubblicazione, al netto degli oneri di legge, sarà devoluto all&#8217;associazione CiaoLapo Onlus.</strong></span></p>
<p><span class="text_exposed_show"><span id="more-532"></span></span><strong> </strong></p>
<p><strong>Dalla post-fazione di Claudia Ravaldi:</strong></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>La morte di un bambino durante la gravidanza o dopo il parto è spesso avvolta nel silenzio: il bambino non piange, gli operatori non interagiscono, il tempo improvvisamente si espande e si vive la realtà come se non ci appartenesse realmente, ma fosse un film.  Il silenzio della nascita &#8211; morte è un segno indelebile per i genitori, tragico e prezioso, che sancisce per sempre la presenza/assenza di quel bambino, nelle loro vite.  Come in un incubo surreale, niente di ciò che accade ad una coppia che perde un figlio può essere mai veramente “pre-visto” e quindi programmato anticipatamente dal punto di vista psichico ed esperienziale: i genitori, anche i genitori di bambini già compromessi per gravi situazioni cliniche, o abortiti volontariamente per patologie, si confrontano con un esperienza indesiderata, non razionalizzabile, innaturale per i loro corpi, già pronti all’atto delle cure parentali. La ferita esistenziale è di grande portata, al punto che i genitori impiegano anni per tornare nuovamente a vivere.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Molti genitori, dopo un lutto perinatale, precipitano in un silenzio infinito ed isolante, da cui nessuno sembra disposto a proteggerli. Nessuno parla, nessuno condivide quella morte, la storia di quel bambino prima della morte, le emozioni dei genitori di fronte a quella morte.  Concedere al lutto (nostro e altrui) uno spazio di ascolto e rispetto non è scontato: spesso il lutto viene dimenticato e/o ripudiato dalla nostra cultura “tanatofobica” e le stesse espressioni del lutto sono fortemente scoraggiate e in qualche modo represse.  Riempire il vuoto della mente e del cuore, soprassedere all’aridità che accompagna il lutto e ci snatura, porsi in ascolto diviene strumento per riprendere la vita e “curare” il lutto.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>La narrazione del proprio percorso si inserisce in questo ambito come un esempio di auto ascolto privilegiato. Raccontarsi, leggersi, e leggere testimonianze e biografie di altri genitori può costituire il primo passo del percorso, e alleviarlo di tante sofferenze legate alla solitudine e all’isolamento.</em></p>
<p style="padding-left: 30px;"><em>Raccontare ed ascoltare, come in una danza, sono i passi che i genitori  più anziani di CiaoLapo insegnano ai nuovi genitori, offrendo spazi fisici e virtuali per riflettere, sostenere e vivere l’esperienza luttuosa traendone spunti e semi per le proprie vite.    Ringrazio i genitori che, attraverso questo libro, hanno donato la loro testimonianza agli altri genitori colpiti da lutto perinatale, e agli operatori, che in queste pagine trovano un utile strumento per stare col silenzio, prestando ascolto partecipe e non giudicante.</em></p>
<p style="text-align: right;">Claudia Ravaldi</p>
<p style="text-align: right;">&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Se vuoi puoi ricevere una copia de <em>La tua culla è il mio cuore </em>facendo una donazione minima di 15€ a CiaoLapo Onlus e inviando i tuoi dati (nome cognome, indirizzo etc) via email a info@ciaolapo.it con oggetto &#8220;culla&#8221;. Per la donazione puoi utilizzare il modulo online oppure fare un bonifico sul conto della associazione (IBAN IT27L0501802800000000118383). <strong>Tutto il ricavato della pubblicazione, al netto degli oneri di legge, sarà devoluto all&#8217;associazione CiaoLapo Onlus.</strong> Ulteriori informazioni sul sito della <a title="La tua culla è il mio cuore" href="http://www.ciaolapo.it/index.php?option=com_myblog&amp;show=la-tua-culla-a-il-mio-cuore.html&amp;Itemid=100043" target="_blank">associazione CiaoLapo Onlus</a>.</p>
<p style="text-align: center;">&nbsp;</p>
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<p style="text-align: center;">&nbsp;</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Nella Scia di una Stella Cadente &#8211; fiaba terapeutica di Claudia Ravaldi</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Nov 2010 20:34:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una famiglia di gatti, due genitori e due cuccioli, si prepara all’arrivo di un nuovo fratellino, che purtroppo invece non arriverà. Attraversando con un po’ di fatica le fasi del lutto e imbattendosi nelle emozioni e nelle difficoltà, Pippo e Pallina riusciranno a non perdersi d’animo, e impareranno che il cuore è abbastanza grande per <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/516-nella-scia-di-una-stella-cadente-fiaba-terapeutica-di-claudia-ravaldi.html'>[...]</a>
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			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_517" class="wp-caption alignleft" style="width: 310px"><em><em><a href="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/SciaStellaCadenteCover.jpg" rel="shadowbox[sbpost-516];player=img;" title="Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi"><img class="size-medium wp-image-517" title="Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi" src="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/2010/11/SciaStellaCadenteCover-300x225.jpg" alt="Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi" width="300" height="225" /></a></em></em><p class="wp-caption-text">Nella Scia di una Stella Cadente - di Claudia Ravaldi</p></div>
<p><em>Una famiglia di gatti, due genitori e due  cuccioli, si  prepara all’arrivo di un nuovo fratellino, che purtroppo  invece non  arriverà. Attraversando con un po’ di fatica le fasi del  lutto e  imbattendosi nelle emozioni e nelle difficoltà, Pippo e Pallina   riusciranno a non perdersi d’animo, e impareranno che il cuore è   abbastanza grande per accogliere anche chi non c’è più.</em></p>
<p>Quando muore un bambino l’esperienza è così dolorosa da essere per molte persone <strong>impensabile ed inenarrabile</strong>.  Nella gran parte dei casi i conoscenti non sanno cosa dire, e quasi  nessuno trova parole adatte. Ciò è ancora più evidente quando se ne deve  <strong>parlare con i bambini</strong>. &#8221;Nella Scia di una Stella  Cadente&#8221; è una fiaba terapeutica nata dall&#8217;esperienza personale  dell&#8217;autrice, psichiatra e psicoterapeuta, di<strong> mamma alle prese con la perdita del secondo figlio e con le domande del fratello maggiore</strong>. Una fiaba scritta nella speranza che possa rappresentare per le famiglie uno <strong>strumento per riflettere sulla morte</strong> senza paura e senza bugie, e possa dare a adulti e bambini la possibilità di esprimere liberamente pensieri e emozioni. <span id="more-516"></span></p>
<p>CHI E&#8217; CIAOLAPO ONLUS: <strong>CiaoLapo Onlus è un&#8217;associazione a carattere scientifico e assistenzial</strong>e che riunisce genitori e professionisti (medici, psicologi, ostetriche) impegnati nella <strong>ricerca sulla morte perinatale</strong> e nel <strong>sostegno psicologico ai familiari</strong> in lutto. CiaoLapo è stata fondata da due genitori, entrambi medici, a  seguito della morte endouterina del loro secondo figlio, allo scopo di  fornire ai genitori in lutto un aiuto strutturato e un supporto basato  sulle prove di efficacia.</p>
<p>L&#8217;AUTRICE: <strong>Claudia Ravaldi</strong>, nata a Modena nel 1974, lavora a  Prato e Firenze dove esercita la professione di <strong>medico psichiatra e  psicoterapeuta</strong>. Autrice di numerosi lavori scientifici sul tema dei  disturbi del comportamento alimentare, dell’ansia e della depressione,  <strong>si occupa da anni di ricerca e assistenza nel lutto perinatale</strong>.  A  seguito della perdita del secondo figlio, ha fondato nel 2006   l’Associazione CiaoLapo Onlus per la ricerca, l’assistenza e il sostegno   ai genitori nel lutto perinatale. Per saperne di più sull’argomento   visita il sito <a rel="nofollow" href="http://www.ciaolapo.it/" target="_blank">www.ciaolapo.it</a></p>
<p>L&#8217;ILLUSTRATRICE: <strong>Manuela Cappon</strong> nasce a Venezia nel 1974, dal 1995 vive e lavora a Firenze nel proprio studio MMcomunicazione (<a title="Linkification: mailto:info@mmcomunicazione.it" href="mailto:info@mmcomunicazione.it">info@mmcomunicazione.it</a>). Ha creato <strong>illustrazioni per oltre 60 libri per ragazzi</strong> per case editrici italiane ed estere. E&#8217; stata selezionata alla Mostra  degli Illustratori presso la Fiera del Libro per Ragazzi di Bologna nel  2002 e nel 2009 nella sezione non fiction.</p>
<p>&#8220;Nella Scia di una Stella Cadente&#8221; è <strong>disponibile nelle migliori librerie</strong> e sul sito <a rel="nofollow" href="http://www.iperedizioni.it/" target="_blank">www.iperedizioni.it</a>.<br />
<br/><br />
Gli associati di CiaoLapo Onlus possono <strong>richiederlo all&#8217;indirizzo <a title="Linkification: mailto:info@ciaolapo.it" href="mailto:info@ciaolapo.it">info@ciaolapo.it</a> con una donazione di 15€</strong> comprensiva di spese di spedizione.</p>
<blockquote><p><em>Tutti  i proventi della pubblicazione di questo libro (al netto degli oneri di  legge) saranno devoluti alla Associazione CiaoLapo Onlus</em></p></blockquote><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/537-la-morte-in-attesa.html' rel='bookmark' title='La morte in-attesa'>La morte in-attesa</a> <small>E&#8217; uscito La morte in-attesa, il nuovo libro di Claudia...</small></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Piccoli Principi</title>
		<link>http://www.psico-terapia.it/wp/484-piccoli-principi-la-morte-in-attesa.html</link>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 21:10:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[Piccoli Principi Perdere un Bambino in Gravidanza o dopo il Parto un libro di Claudia Ravaldi Boopen edizioni 2009 Aspettare un figlio, e perderlo ancor prima di avere sentito il suo pianto. Aspettare un figlio, e racchiudere tutta la sua vita dietro il vetro di un incubatrice. Aspettare, e in un momento sapere che nulla <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/484-piccoli-principi-la-morte-in-attesa.html'>[...]</a>
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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/532-la-tua-culla-e-il-mio-cuore.html' rel='bookmark' title='La tua culla è il mio cuore'>La tua culla è il mio cuore</a> <small>Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/164-superare-il-lutto-perinatale.html' rel='bookmark' title='Come superare il trauma del lutto perinatale'>Come superare il trauma del lutto perinatale</a> <small>Intervista di Angela Bisceglia alla dr.ssa Claudia Ravaldi Da Dolce...</small></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="wp-caption alignleft" style="width: 120px"><a href="http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=9805" target="_blank" title="Claudia Ravaldi - Piccoli Principi"><img class="  " style="margin: 10px;" title="Claudia Ravaldi - Piccoli Principi" src="http://www.ciaolapo.it/images/stories/piccoli.png" alt="Claudia Ravaldi - Piccoli Principi" width="110" height="160" /></a><p class="wp-caption-text">Claudia Ravaldi - Piccoli Principi 2009</p></div>
<p style="text-align: left;"><em>Piccoli Principi Perdere un Bambino in Gravidanza o dopo il Parto</em></p>
<p style="text-align: left;">un libro di Claudia Ravaldi</p>
<p style="text-align: left;">Boopen edizioni 2009</p>
<p>Aspettare un figlio, e perderlo ancor prima di avere sentito il suo pianto.</p>
<p>Aspettare un figlio, e racchiudere tutta la sua vita dietro il vetro di un incubatrice.</p>
<p>Aspettare, e in un momento sapere che nulla sarà più come prima.</p>
<p>Il dolore di chi perde un figlio è un dolore profondo, ancora considerato troppo intimo e sconosciuto dai più per trovare la giusta condivisione. E&#8217; un dolore che spaventa gli altri, e annichilisce chi lo affronta. Sono nascite-morti accompagnate dal peso schiacciante del silenzio.</p>
<p><span id="more-484"></span>C’è silenzio dopo la diagnosi di morte o di grave patologia, c’è silenzio dopo quelle nascite, ferme e perfette, c’è silenzio nei giorni a seguire. E’ un silenzio avvolgente, drammatico e isolante nella sua totalità. Si crea una barriera, netta, tra il prima ed il dopo, tra vita e morte. Caratteristica saliente dei giorni a seguire, il silenzio disperato. Non ci sono parole che colmino quel vuoto, non ci sono parole che cancellino l’assenza. Ed è attraverso il silenzio, nei primi tempi del lutto, che molti genitori esprimono il loro dolore.<br />
Questo breve libro rappresenta un punto di partenza per conoscere il lutto perinatale, ed è rivolto ai professionisti ed ancor più ai genitori, desiderosi di un confronto sui difficili temi del lutto e delle emozioni più frequenti delle madri, dei padri e dei fratellini.<br />
Il lutto dei genitori, come qualsiasi altro tipo di lutto traumatico, merita particolare attenzione e rispetto; ogni genitore può avere reazioni e bisogni diversi, dal momento che ogni essere umano ha il suo particolare sentire, il suo particolare vissuto e la sua propria modalità di reazione agli eventi.<br />
Piccoli Principi costituisce un buon punto di partenza per conoscere, comprendere e sostenere l&#8217;elaborazione del lutto perinatale.</p>
<ul>
<li>Claudia Ravaldi  <strong><em>Piccoli Principi. Perdere un bambino in gravidanza o dopo il parto</em></strong>. Boopen editore 2009 <a href="http://www.boopen.it/acquista/DettaglioOpera.aspx?Param=9805" target="_blank">Acquista online</a>.</li>
</ul><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/164-superare-il-lutto-perinatale.html' rel='bookmark' title='Come superare il trauma del lutto perinatale'>Come superare il trauma del lutto perinatale</a> <small>Intervista di Angela Bisceglia alla dr.ssa Claudia Ravaldi Da Dolce...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>La carne e il cuore: storie di donne</title>
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		<pubDate>Mon, 15 Feb 2010 23:01:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[bioetica]]></category>
		<category><![CDATA[ciaolapo]]></category>
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		<category><![CDATA[lutto]]></category>
		<category><![CDATA[maternità]]></category>

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		<description><![CDATA[E&#8217; uscito il libro &#8220;La carne e il cuore: storie di donne&#8221; a cura di Carlo Valerio Bellieni, che contiene una lunga intervista alla dott.ssa Claudia Ravaldi sui temi della maternità, dell&#8217;interruzione di gravidanza e della laicità della sua professione medica di fronte ad alcuni importanti temi di bioetica. Due femministe, quattro suore, due ginecologi <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/436-la-carne-e-il-cuore-storie-di-donne.html'>[...]</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div class="wp-caption alignleft" style="width: 140px"><a href="http://www.ibs.it/code/9788882725204/zzz1k1456/carne-e-il-cuore.html?shop=3270" title="La carne e il cuore: storie di donne"><img alt="La carne e il cuore: storie di donne" src="http://giotto.ibs.it/cop/copj13.asp?f=9788882725204" title="La carne e il cuore: storie di donne" width="130"  /></a><p class="wp-caption-text">La carne e il cuore: storie di donne</p></div>
<p> E&#8217; uscito il libro &#8220;La carne e il cuore: storie di donne&#8221; a cura di Carlo Valerio Bellieni, che contiene una lunga <strong>intervista alla dott.ssa Claudia Ravaldi</strong> sui temi della maternità, dell&#8217;interruzione di gravidanza e della laicità della sua professione medica di fronte ad alcuni importanti temi di bioetica.</p>
<li><em>Due femministe, quattro suore, due ginecologi e  una psichiatra: un esplosivo mix che ci trascina con forza  nell&#8217;universo femminile infrangendo tabù e pregiudizi. Dalla diagnosi  prenatale alle bambole, dall&#8217;aborto all&#8217;amore per il corpo: chi sa  quante sorprese riserva il mondo femminile quando si guarda con gli  occhiali giusti?</em></li>
<p><br/><br/></p>
<p style="text-align: left;">In questo post sono riportati alcuni estratti dall&#8217;intervista. Il libro è edito da <strong>Cantagalli</strong> (collana <strong>Il  coraggio di scegliere</strong>), è distribuito in tutte le librerie ed è anche <a href="http://www.ibs.it/code/9788882725204/zzz1k1456/carne-e-il-cuore.html?shop=3270" target="_blank">acquistabile online</a> su IBS.it</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-436"></span></p>
<p><br/><br/></p>
<p style="text-align: left;"><em>A cura di Carlo Valerio Bellieni</em></p>
<p><br/>
<p style="text-align: left;">Una tavola rotonda fra tre medici impegnatissimi nel lavoro con le donne; sono medici di estrazione culturale diversa. Sono ripartiti tra laicità, chiesa cattolica e buddismo, rispettivamente. [...] Rispondono a delle domande-provocazione e ci colpiscono con la loro sincerità. Claudia Ravaldi è una psichiatra, Alessandra Kustermann è una ginecologa, così come Nicola Natale.</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;">[...]</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;"><strong>CVB: </strong><em>Età avanzata: ormai sembra la normalità avere un solo figlio, decidere di farlo sopra i trent’anni: pensa che sia una saggia scelta?</em></p>
<p><br/><strong>CR:</strong> Il contesto sociale e culturale cui apparteniamo sembra scoraggiare l’acquisizione di una posizione adulta e genitoriale nei giovani; viene coltivata una mentalità di de-responsabilizzazione e si privilegia l’investimento sull’immediatezza e sull’autodeterminazione narcisistica. Oggi si compiono più facilmente scelte indirizzate al consumo e al possesso materiale piuttosto che all’acquisizione di strumenti interiori di ascolto, consapevolezza e progettualità.<br />
Il consumo fine a se stesso, la tensione verso il raggiungimento di status esteriorizzanti e centrifughi, allontanano l’individuo da riflessioni evolutive appropriate per età e maturità. Manca (e se presente, è spesso ristretto) uno spazio interiore di riflessione e di auto-determinazione per armonizzare temperamento, personalità, progettualità e fasi evolutive della vita umana, tant’è che alcuni esperti oggi identificano l’inizio dell’età adulta con il compimento dei 30 anni, prolungando l’adolescenza di circa 10 anni, con le ovvie conseguenze. Il benessere materiale e l’agio, producono una riduzione dell’autonomia decisionale e della capacità esplorativa, riducendo la consapevolezza di sé e procrastinando l’acquisizione di una posizione adulta. L’inconsapevolezza, il desiderio narcisistico di auto-soddisfacimento, promosso e sostenuto dalle scelte di legame genitori-figli basate su meccanismi di controllo e di deresponsabilizzazione e di ipercura, negano al giovane uomo e alla giovane donna l’accesso ai propri reali desideri e alla costruzione mentale di un proprio spazio nel mondo adulto e nel mondo genitoriale. Per questi motivi, più che di scelta saggia, parlerei di rimozione inconsapevole. Se potessimo dare ai nostri figli le chiavi personali per accedere con maturità e serenità ad un Io più interiore che apparente, certamente assisteremmo a coppie giovani libere di creare nuove famiglie senza sentirsi per questo malgiudicati o isolati da una società/famiglia di appartenenza assolutamente controllanti e discriminanti verso chi “privilegia” la famiglia e non la carriera e l’autoaffermazione.</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;">[...]</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;"><em><strong>CVB:</strong></em> <em>Nelle recenti discussioni sulla fecondazione in vitro, molto si è discusso sui diritti dell’embrione. Lei crede che l’embrione possa essere considerato un paziente? E il feto?</em></p>
<p><br/>
<p style="text-align: left;"><strong>CR: </strong>comunemente si definisce paziente «colui che riceve cure o attenzioni mediche». Secondo questa definizione, che è l’evoluzione dell’arcaico «colui che soffre», il paziente è chiunque sia oggetto di cure, e dunque il bambino nelle primissime fasi della vita, oggetto di attenzione medica, è secondo me da considerarsi “paziente”.<br />
Nel caso di un bambino in utero, i pazienti sono due: la mamma ed il suo bambino. Di fronte a una donna in gravidanza, i curanti dovrebbero essere consapevoli che agiscono in un momento particolare della vita di una donna, un momento in cui si è “due in uno”: avere presente l’esistenza di questa diade, dare il giusto spazio mentale a tutti i protagonisti di quel momento, permette ai curanti e alla donna di condividere un percorso nel modo più consapevole e più sereno possibile, anche nel caso di situazioni difficili, come ad esempio la diagnosi di patologia fetale o la scelta di applicare la riduzione selettiva in caso di gravidanza plurigemellare. Sapere che c’è un piccolissimo“paziente” (di nome e di fatto, perché accetta, non potendo fare altro, ciò che viene scelto per lui) dentro ad una paziente che è in grado di compiere scelte e di collaborare attivamente con i medici per una cura adeguata a quel caso e a quella circostanza, permette a genitori e curanti di agire cercando di tutelare la salute. Una donna che sceglie di abortire o di rinunciare alle possibili cure per suo figlio è spesso una donna scarsamente informata della presenza di alternative e certamente condizionata dallo scarso valore che ancora oggi si dà alle prime fasi della vita umana, per cui l’embrione e il feto sono ancora visti più come “appendici” amorfe che come persone in divenire e, dunque, come “pazienti” oggetto di cure.</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;">[...]</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;"><em><strong>CVB:</strong> Cosa intende lei con il termine “persona”?</em></p>
<p><br/><strong>CR:</strong> essendo persona un termine che ha assunto oggi una definizione per lo più di tipo giuridico, preferisco parlare di essere umano, termine che abbraccia l’essere vivente dal suo concepimento alla morte. Per esperienza personale, dopo la perdita di mio figlio, avvenuta per morte intrauterina a 38 settimane di gravidanza, mi sono scontrata con l’accezione giuridica del termine persona, che riconosce come tale solo chi è nato vivo. Mio figlio, nato morto, non è una persona (inteso in senso giuridico), quindi non ha alcun diritto, tra cui quello di essere presente nel mio stato di famiglia. Per lo stato, mio figlio non è mai esistito, per me come madre, e per i genitori come me, i nostri bambini<br />
(feti o, in moltissimi casi, embrioni) sono persone, esseri umani, da trattare con rispetto e dignità, anche se molto malati o destinati ad una vita cortissima.</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;">[...]</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;"><em><strong>CVB:</strong> A cosa pensa sia dovuta l’alta media di ecografie prenatali in gravidanze a basso rischio?</em></p>
<p><br/><strong>CR:</strong> L’ecografia ha il pregio di rendere “visibile” all’occhio ciò che altrimenti non potrebbe essere visto: rappresenta dunque un momento di verifica, di rassicurazione rispetto ad eventuali complicanze, ma anche di profonda relazione con il bambino: nei ricordi di gravidanza di molte madri e di molti papà l’ecografia è il momento in cui avviene un incontro privilegiato (ad esempio, i genitori fanno fantasie sulle somiglianze e attribuiscono emozioni al bambino in base alle espressioni del volto). Molti studi ci dicono come l’ecografia rinsaldi il legame genitori-bambino, come per i genitori sia positivo incontrare in modo visivo il bambino e seguirne lo sviluppo. Non a caso i genitori collezionano le immagini ed i video ecografici e le mostrano a parenti e amici con orgoglio, quasi come se l’ecografia fosse un’anticipazione dell’incontro col neonato. Uno spunto di riflessione personale: fare un’ecografia è più veloce e immediato rispetto a insegnare ad una persona a “sentirsi” genitore e, come spesso accade oggi, soddisfa nell’immediato un bisogno, in una sorta di take-away che risponde ad un’esigenza immediata ma non aiuta il genitore a creare altri canali comunicativi con quel bambino. Molte madri ansiose, sia dopo eventi di perdita sia alla prima gravidanza, arrivano a non fidarsi più della loro capacità di contare movimenti fetali, e accolgono volentieri l’offerta del curante: “vieni quando vuoi che diamo un’occhiatina”. Il pericolo è la delega a terzi di un istinto personale e di una capacità connaturata alla maternità, e la sopravvalutazione del canale visivo rispetto ad altri canali sensoriali.</p>
<p><br/><br/>
<p style="text-align: left;">Potete leggere il resto delle interviste alla dott.ssa Ravaldi, alla dott.ssa Kustermann, al dott. Natale, alle giornaliste Alessandra Di Pietro e Paola Tavella e alle suore di clausura Suor Roberta, Suor Mariacarla, Suor Eva e Suor Elena nel libro &#8220;<a href="http://www.ibs.it/code/9788882725204/zzz1k1456/carne-e-il-cuore.html?shop=3270" target="_blank">La carne e il cuore: storie di donne</a>&#8220;, a cura di <a href="http://carlobellieni.splinder.com/post/22189026/Libro+da+non+perdere" target="_blank">Carlo Valerio Bellieni</a>.</p>
<p><br/><br/></p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/532-la-tua-culla-e-il-mio-cuore.html' rel='bookmark' title='La tua culla è il mio cuore'>La tua culla è il mio cuore</a> <small>Finalmente, dopo molto lavoro, esce il primo libro tutto italiano...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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