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	<title>Claudia Ravaldi &#187; dieta</title>
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	<description>Un blog di psicologia, psichiatria e psicoterapia su anoressia, bulimia, ansia, depressione e lutto</description>
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		<title>Dieta mediterranea e mass media</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Sep 2006 00:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[grassi]]></category>

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Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente  incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di  valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”.
L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o buona  alimentazione sono tra le vittime prescelte di questo tipo di [...]


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<p><img src="../../images/magritte_ceci-nest-pas-une-pomme.JPG" border="1" alt="Magritte mela" hspace="10" width="200" height="200" align="right" /></p>
<p>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente  incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di  valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”.</p>
<p>L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o <strong>buona  alimentazione</strong> sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di  massa, con i risultati che è possibile vedere sulla maggior parte dei settimanali  femminili e sulla maggior parte delle spiagge italiane:</p>
<ul>
<li> sedentarietà al limite  della fusione sdraio-pelle contrapposta allo spinning forsennato con 40° gradi  all’ombra</li>
<li> la bottiglia d’acqua iposodica accanto alla maxi coca ghiacciata</li>
<li> pizza  e patate arrosto in compagnia di anemici yogurt light.</li>
</ul>
<p>Il popolo dunque si divide, in sottogruppi sempre meno  definiti (è facilissimo infatti saltare da un gruppo all’altro a seconda di  mode, teorie, sbalzi d’umore, fidanzati o smanie di dieta):<span id="more-155"></span></p>
<ol>
<li>gli <strong>onnivori</strong>, a loro volta divisi in:
<ul>
<li>onnivori a tutte le ore (spesso detti <strong><em>junk food eater</em></strong>,  <a title="junk food - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Junk_food" target="_blank">vedi wikipedia</a>, i quali hanno perduto nei loro meandri biochimico-cognitivi le  sensazioni di fame e sazietà, che sono i bersagli preferiti di snacks, bevande  gassate, aperitivi, uso di alcolici, droghe e via discorrendo, ma anche di  noia, emozioni etc..)</li>
<li>gli onnivori consapevoli (ai quali è rimasto almeno un  barlume dei sensi di fame e sazietà, talvolta zittiti dalle continue proposte  alimentari mediatiche e non: mica è possibile difendersi sempre!)</li>
</ul>
</li>
<li>i  <strong>carnivori</strong> più o meno convinti (senza carne, preferibilmente rossa  e alla griglia, non si può definire pranzo un pranzo, cena una cena etc., anche  se conta 10 portate…)</li>
<li>i  <strong>vegetariani</strong></li>
<li> i <strong>vegani</strong></li>
<li> gli <strong>ortoressici</strong> (secondo vari gradi di ossessività)</li>
</ol>
<p>L’attenzione occidentale nei confronti delle <span class="evid">scelte  alimentari</span> è un serpente lunghissimo che avendo in testa l’obiettivo di cercare  le cause di obesità, anoressia e bulimia ha finito col mordersi la coda  (sedentarietà industria alimentare, scarso tempo e concentrazione su fame,  sazietà, preparazione dei pasti e consumo SEDUTI dei pasti stessi, culto della  magrezza (irrinunciabile) e stigma dell’obesità). Attualmente il serpente, ben  lungi dal fermarsi per tirare le somme, è stato visto procedere senza meta in  modo circolare.</p>
<p><img src="../../images/bruschette.jpg" alt="dieta mediterranea" hspace="10" vspace="10" width="241" height="162" align="right" />La diffusione delle industrie alimentari dei <strong>cibi pronti</strong> e  degli <strong><em>snacks</em></strong> è responsabile dell’invasione dell’occidente (e purtroppo anche  dei paesi poveri) di orde di derrate alimentari piuttosto <em>sui generis</em> dal punto  di vista nutrizionale, anche se apparentemente irresistibili, per le loro  caratteristiche intrinseche che li rendono vincenti rispetto al vecchio piatto  di pasta e fagioli, spaghetti al pomodoro o minestrone (per non citare  bruschette varie, zuppa di pesce, minestra di farro, polenta e funghi e così  via).</p>
<p>Gli <span class="evid">alimenti moderni</span> sono <strong>veloci</strong>, <strong>golosissimi</strong> dal punto di vista sensoriale  (vere e proprie bombe per le papille gustative, in grado di potenziare  all’infinito il ricordo chimico e quindi il successivo consumo), <strong>ben  confezionati</strong>, “<strong>per tutta la famiglia</strong>” (sempre porzionabili in confezioni da  caserma e <em>gadgets</em> accattivanti per i piccoli di casa). Inoltre, per cercare di  non scontentare nessuna delle categorie sopra menzionate, alcune industrie si  sono poste l’obiettivo di creare <span class="evid">piatti “più sani”</span>, e quindi arricchiti di  <strong>vitamine</strong> o <strong>minerali</strong> (come molti budini per bambini), <strong>alleggeriti di alcuni  grassi</strong> (i <em>cibi light</em>, che compensano la loro tristezza sensoriale con un  maggior volume), o addirittura <strong>arricchiti di acidi grassi &#8220;omega tre&#8221;</strong> (in pratica, lo stesso  alimento contiene troppi grassi saturi ma anche una rassicurante quota dei benefici  omega tre).</p>
<p><img src="../../images/presence_of_mind.jpg" alt="progettare alimentazione" hspace="10" vspace="10" width="150" height="202" align="left" />L’aspetto più pericoloso e infido di <strong>questi alimenti</strong>,  presentati come soluzione per tutta la famiglia (“sembrano” economici, veloci,  piacciono a tutti e si possono ingoiare quasi sempre senza masticare) è che  <strong>hanno come target l’infanzia</strong>.</p>
<p>I bambini sono  indifesi: non si chiedono cosa si nasconde dietro al regalo abbinato alla  confezione di cereali, (almeno una volta erano cereali, ora sono multiformi  polpette condensate con zuccheri semplici e aromi), non sanno pazientare per  esplorare tutti i sapori della frutta, o per masticare la carne.</p>
<p>Vedono improbabili ippopotami di cialda pieni di crema  all’olio di palma, di fronte ai loro bassi nasi davanti a tutte le casse di  tutti i supermercati e semplicemente, li vogliono, e quindi li chiedono (e,  ahinoi, spesso li ottengono magari alle sei del pomeriggio, dopo la merenda e  prima di cena). La perdita della <span class="evid">cultura alimentare</span> e, ma soltanto in apparenza,  del tempo per poterla mantenere quotidianamente sostengono il vorticare del  serpentone.</p>
<p><img src="../../images/verdura.jpg" alt="verdura e alimentazione" hspace="10" vspace="10" width="261" height="441" align="right" />La perdita della  <strong>capacità di progettare l’alimentazione</strong> dei figli con i figli da parte dei genitori, senza cedere a ricatti e strepiti,  concedendo ma osservando, alternando fermezza e giusti momenti di sano strappo  alla regola (una merendina non ha mai ingrassato nessuno, se inserita in un  alimentazione consapevole), allunga la vita del serpentone: cresceranno  generazioni senza più radici cultural-alimentari, per cui la norma sarà anche  da noi il <span class="evid">piatto pronto da scongelare</span> nel microonde e viaggiare per strada con  <span class="evid">bicchieroni di bevande ipercaloriche</span>.</p>
<p>L’incertezza decisionale dei genitori, in balia di mille  insicurezze di notizie contrastanti su cosa bisogna fare e cosa no, privi  spesso di un’opinione radicata nella loro esperienza, ingrassa il serpentone:  molti genitori certificano i figli alle mense scolastiche per nutrirli di  panini, o rifiutano l’adozione di norme sane come mangiare la frutta a metà  mattina per paura che i loro piccoli digiunino fino a mezzogiorno.</p>
<p>Si perde nelle generazioni il significato caleidoscopico del  <strong>cibo</strong>, che è un reale <strong>veicolo emotivo</strong>, una importante traiettoria comunicativa,  oltrechè un ovvio strumento per vivere e <span class="evid">mantenere la propria salute</span>: raramente  una famiglia mangia tutta insieme e nello stesso posto, e molti bambini moderni  fanno colazione in macchina, pranzano alla mensa, fanno merenda in ascensore  prima della lezione di calcio-nuoto-inglese-pianoforte-catechismo, cenano dai  nonni e dopocenano coi genitori prima di andare a letto, il tutto condito da  sms, giochino elettronici e televisione.</p>
<p>Per fermare l’avanzata del serpente <span class="evid">non servono</span>:</p>
<ul>
<li>la paura dei disturbi  alimentari</li>
<li>lo spauracchio dell’obesità,  (chi è già obeso di solito ha altro a cui pensare, tra cui difendersi dai  pregiudizi di persone piuttosto ignoranti; chi non lo è non si pone il problema  o se lo pone all’eccesso, ammalandosi d’altro)</li>
<li>le diete sui giornali</li>
<li>le cucchiaiate di  soia o gli omega tre per prevenire</li>
<li>i cibi light</li>
<li>riempire i carrelli  del supermercato di tutto quello che ci passa per la testa (e di solito sono scelte  pilotate dalle pubblicità viste dappertutto)</li>
<li>fare ore di palestra  perché così anche se mangio consumo tutto e non ingrasso</li>
<li>dire ai bambini che  hanno la pancia come il nonno e poi riempire lo zainetto di pizzette unte,  anziché preparare pane e pomodoro</li>
<li>la fretta, declinata  in tutte le situazioni, dal fare prima a cucinare, al fare prima a mangiarlo, a  voler arrivare a conoscere una giusta e personalizzata alimentazione basandosi  su regole stereotipate</li>
</ul>
<p>Per fermare l’avanzata del serpente <span class="evid">servono</span>:</p>
<ul>
<li> <strong>riscoprire il senso di fame e la sazietà</strong>, allenarli se li  abbiamo perduti, e riconquistare un ritmo alimentare armonico con i nostri  reali fabbisogni</li>
<li> <strong>dedicare 20 minuti al giorno ad ogni pasto</strong>, masticando bene  e seduti; questi sono 20 minuti dedicati a noi stessi e alla nostra persona  (fisica e psichica), quindi EVITIAMO di portare a tavola lavoro e/o conflitti.  A tavola si assaggia e si assapora, e ci si ascolta, se siamo genitori si  possono insegnare tante cose, facendo da esempio col nostro atteggiamento</li>
<li> <strong>curiosità per la cultura alimentare</strong>, e per le tradizioni  gastronomiche, per i sapori e per gli odori</li>
<li> chiedersi sempre <strong>cosa c’è dietro alle promozioni</strong> e ai  prodotti alimentari elaborati (come mai non esiste la pubblicità del sale da  cucina, ma esistono centinaia di pubblicità per i prodotti industriali?)</li>
<li> chiedersi se <strong>serve a qualcosa quello che stiamo mangiando</strong>,  oltre che a narcotizzare le nostre papille gustative (molti bambini si  rifiutano di mangiare l’hamburger preparato da mamma perché ha un  sapore“diverso” dal tipico sapore di untorifritto degli happypanini)</li>
<li> <strong>conoscere la stagionalità dei prodotti</strong> e usare quando  possibile prodotti freschi</li>
<li> <strong>conoscere i fondamenti dell’alimentazione</strong> (esistono svariate  piramidi alimentari, preparate per diversi stili alimentari, che sono un buon  aiuto) e applicarli abitualmente</li>
<li> non cadere <strong>vittima della pubblicità</strong>, dell’industria delle  diete, dei paradossi della fast culture,</li>
<li> <strong>pensare sempre prima di mettere nel carrello</strong> ciò che  mangerete, chiedetevi se vi piace, se contiene nutrienti che vi servono, se si  può facilmente abbinare ad altri cibi; gli alimenti da preferire sono quelli  che soddisfano tutte e tre le domande</li>
<li> <strong>variare sempre la vostra alimentazione</strong>, rispettando tutti i  gruppi della piramide</li>
<li> rendete le vostre <strong>scelte alimentari autonome e liber</strong>e da  automatismi pubblicitari</li>
</ul>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/110-dieta-mediterranea-e-longevita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dieta mediterranea e longevità'>Dieta mediterranea e longevità</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi'>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</a></li>
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		</item>
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		<title>Ortoressia: stile alimentare alternativo o disturbo alimentare?</title>
		<link>http://www.psico-terapia.it/wp/143-ortoressia-stile-alimentare-alternativo-o-disturbo-alimentare.html</link>
		<comments>http://www.psico-terapia.it/wp/143-ortoressia-stile-alimentare-alternativo-o-disturbo-alimentare.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2005 00:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi alimentari]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[ortoressia]]></category>

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La parola dieta ha origini antiche, deriva dal greco e originariamente significava stile di vita. Per molti anni dieta è stato sinonimo di &#8216;perdita di peso&#8217;, e dunque le diete proposte si basavano sulla restrizione calorica, sia qualitativa ma soprattutto quantitativa degli alimenti.
Da qualche decennio alcune correnti di pensiero sostengono [...]


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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/135-disturbo-ossessivo-compulsivo-la-terapia-integrata-sequenziale.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Disturbo ossessivo compulsivo: la terapia integrata sequenziale'>Disturbo ossessivo compulsivo: la terapia integrata sequenziale</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/131-la-qualita-della-vita-nei-disturbi-del-comportamento-alimentare.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La qualità della vita nei disturbi del comportamento alimentare'>La qualità della vita nei disturbi del comportamento alimentare</a></li>
</ol>

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<p>La parola <strong>dieta</strong> ha origini antiche, deriva dal greco e originariamente significava <strong>stile di vita</strong>. Per molti anni dieta è stato sinonimo di &#8216;perdita di peso&#8217;, e dunque le diete proposte si basavano sulla <strong>restrizione calorica</strong>, sia qualitativa ma soprattutto quantitativa degli alimenti.<br />
Da qualche decennio alcune correnti di pensiero sostengono e pubblicizzano <span class="evid">diete e stili alimentari che in realtà modificano le abitudini di vita</span>, e dunque riprendono l&#8217;antico ed originario concetto di <em><strong>dieta come stile di vita</strong></em>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><img src="http://www.psico-terapia.it/images/news/27.jpg" alt="" width="249" height="300" /><p class="wp-caption-text">Les vacances de Hegel, Rene Magritte 1958</p></div>
<p>Alcuni esempi, ad oggi privi di validi riconoscimenti scientifici possono essere la dieta legata ai gruppi sanguigni, la dieta &#8216;zona&#8217; o le diete basate sulle cosiddette &#8216;intolleranze alimentari&#8217;, che nulla hanno a che vedere con le gravi patologie immunoallergiche tipo allergie alimentari o celiachia.<br />
L&#8217;adozione di particolari diete o stili alimentari può avere anche presupposti teorici di tipo religioso, etico, filosofico o spirituale, come ad esempio la tradizione musulmana a proposito della macellazione delle carni e della consumazione dei pasti, l&#8217;adesione ai principi vegetariani o vegan, le teorie basate sui principi ayurvedici o sulle antiche medicine orientali.<br />
Da qualche anno si parla inoltre di un nuovo stile alimentare, l&#8217;<span class="evid">ortoressia nervosa</span>, come di una <strong>vera e propria ossessione</strong> riguardante una alimentazione rigorosa, al fine di ottenere uno stato di <strong>massimo benessere fisico e spirituale</strong>, basato soprattutto sulla sensazione di <strong>perfezione</strong> e <strong>purezza</strong>.<br />
L&#8217;autore che per primo ne ha parlato nel 1997, il dr Steven Bratman, ha messo in evidenza nel suo <a href="http://www.orthorexia.com/index.php?page=essay" target="_blank">articolo</a> che questo fenomeno, pur originando da alcuni presupposti teorici riconosciuti e diffusi per una alimentazione sana e corretta, si caratterizza per l&#8217;estrema rigidità nel mantenere a tutti i costi un&#8217;alimentazione &#8217;salutisticaa&#8217; ed una <span class="evid">elevata selettività nella scelta dei cibi</span>, creando non pochi problemi sia dal punto di vista psicofisico che psicosociale.<br />
La dieta ortoressica è infatti una <strong>dieta scarsamente standardizzata</strong>, ognuno tende a personalizzarla a seconda delle sue scelte, e quindi può provocare carenze nutrizionali e dimagrimenti anche gravi.<span id="more-143"></span><br />
Al contrario dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare classici (anoressia nervosa e bulimia nervosa) i soggetti con ortoressia non sembrano avere interesse nella modificazione delle loro forme corporee, privilegiando un <span class="evid">ideale di purezza e perfezione ascetica</span> che va spesso oltre le reali necessità dell&#8217;organismo.<br />
L&#8217;ortoressia si caratterizza inoltre per il progressivo isolamento sociale provocato dall&#8217;assenza di convivialità e dall&#8217;incapacità di condividere i pasti con soggetti non ortoressici.<br />
Gli studi su questo problema sono molto pochi e bisogna anche considerare che i soggetti noti ai medici o ai nutrizionisti rappresentano probabilmente soltanto la <strong>punta dell&#8217;iceberg</strong>, perchè sono i più gravi, i più denutriti, o i più compromessi dal punto di vista psicologico e sociale.<br />
Il numero di persone, specialmente giovani e adolescenti, che sperimenta diete e stili alimentari rigidi in maniera autonoma senza ricorrere al parere dei medici o dei nutrizionisti è infatti molto alto. Questa tendenza può essere rinforzata e sostenuta dal gruppo dei pari o da altri soggetti che adottano questo stile alimentare, fino a creare vere e proprie comunità.<br />
Al di là delle motivazioni di partenza e del tentativo di mangiare sano, l&#8217;ortoressia rappresenta dunque un problema perchè <span class="evid">estremizza la dieta e lo stile alimentare</span> e paradossalmente, in modo ossessivo e rigido, si allontana dallo scopo di partenza, creando tutti i presupposti per una <strong>alimentazione sbilanciata e carente</strong>.</p>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/137-si-possono-classificare-i-disturbi-del-comportamento-alimentare.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Si possono classificare i disturbi del comportamento alimentare?'>Si possono classificare i disturbi del comportamento alimentare?</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/135-disturbo-ossessivo-compulsivo-la-terapia-integrata-sequenziale.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Disturbo ossessivo compulsivo: la terapia integrata sequenziale'>Disturbo ossessivo compulsivo: la terapia integrata sequenziale</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/131-la-qualita-della-vita-nei-disturbi-del-comportamento-alimentare.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La qualità della vita nei disturbi del comportamento alimentare'>La qualità della vita nei disturbi del comportamento alimentare</a></li>
</ol></p>
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		<item>
		<title>Dieta mediterranea e longevità</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2005 23:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi alimentari]]></category>
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Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal condotto su un campione di oltre 74000 anziani (età &#62;60 anni) in 9 diversi paesi europei, ha dimostrato che coloro che aderivano in maniera più corretta ad una alimentazione basata sui principi della Dieta Mediterranea presentavano una riduzione significativa della [...]


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<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Dieta mediterranea longevità" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/5.jpg" alt="" width="185" height="276" />Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista <a href="http://bmj.bmjjournals.com/" target="_blank">British Medical Journal</a> condotto su un campione di oltre 74000 anziani (età &gt;60 anni) in 9 diversi paesi europei, ha dimostrato che coloro che aderivano in maniera più corretta ad una alimentazione basata sui principi della <a href="http://www.psico-terapia.it/menus/disturbi-alimentari/piramide.php" target="_blank">Dieta Mediterranea</a> presentavano una riduzione significativa della mortalità generale, nella misura dell&#8217;8%. Ancora una volta viene messa in evidenza l&#8217;importanza qualitativa, piuttosto che quantitativa di una corretta alimentazione. Ulteriori informazioni sul sito del <a href="http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/abstract/330/7498/991" target="_blank">BMJ</a> (pagina in inglese).</p>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Dieta mediterranea e mass media'>Dieta mediterranea e mass media</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi'>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</a></li>
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