Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”.
L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o buona alimentazione sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di massa, con i risultati che è possibile vedere sulla maggior parte dei settimanali femminili e sulla maggior parte delle spiagge italiane:
- sedentarietà al limite della fusione sdraio-pelle contrapposta allo spinning forsennato con 40° gradi all’ombra
- la bottiglia d’acqua iposodica accanto alla maxi coca ghiacciata
- pizza e patate arrosto in compagnia di anemici yogurt light.
Il popolo dunque si divide, in sottogruppi sempre meno definiti (è facilissimo infatti saltare da un gruppo all’altro a seconda di mode, teorie, sbalzi d’umore, fidanzati o smanie di dieta): Continue reading »
Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista
Claudia Ravaldi, medico psichiatra e psicoterapeuta. Professore a contratto presso l'Università di Firenze