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	<title>Claudia Ravaldi &#187; bambini</title>
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	<description>Un blog di psicologia, psichiatria e psicoterapia su anoressia, bulimia, ansia, depressione e lutto</description>
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		<title>Il ciuccio aiuta nella prevenzione della SIDS (morte in culla)</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2005 00:09:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute femminile]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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		<category><![CDATA[SIDS]]></category>

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Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista Pediatrics, l&#8217;utilizzo del ciuccio durante il sonno è in grado di diminuire il rischio di incorrere nella sindrome della morte improvvisa del lattante (SIDS, la cosiddetta &#8216;morte in culla o &#8216;morte bianca&#8217;).
La metanalisi condotta da Hauck e collaboratori ha esaminato i 384 studi [...]


Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/461-genitorialita-e-lutto-nella-morte-prenatale-e-perinatale.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Genitorialità e lutto nella morte perinatale'>Genitorialità e lutto nella morte perinatale</a></li>
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<p><img class="alignleft" style="margin: 5px 10px;" title="Ciuccio e SIDS" src="http://mommyspeechtherapy.com/wp-content/uploads/2007/05/pacifier2.jpg" alt="" width="305" height="202" />Secondo un recente studio pubblicato dalla rivista <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=pubmed&amp;dopt=Abstract&amp;list_uids=16216900&amp;query_hl=6" target="_blank">Pediatrics</a>, l&#8217;utilizzo del ciuccio durante il sonno è in grado di diminuire il rischio di incorrere nella <span class="evid">sindrome della morte improvvisa del lattante</span> (<acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym>, la cosiddetta &#8216;morte in culla o &#8216;morte bianca&#8217;).<br />
La metanalisi condotta da Hauck e collaboratori ha esaminato i 384 studi pubblicati tra il 1966 ed il 2004 sull&#8217;argomento, giungendo alla conclusione che <span class="evid">l&#8217;utilizzo del ciuccio diminuisce il rischio di <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym></span> di un valore variabile dal 30% al 60%, specialmente quando utilizzato <strong>durante il sonno</strong>, sia quello notturno, sia i sonnellini durante il giorno.<br />
In particolare, gli autori hanno calcolato che con l&#8217;utilizzo sistematico del ciuccio si potrebbe evitare una morte per <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym> ogni 2733 bambini.<br />
I risultati di questo studio sono stati talmente significativi da indurre la <a href="http://www.ahrq.gov/clinic/uspstfix.htm" target="_blank">Task Force Americana per i Servizi Preventivi</a> a modificare le <a href="http://www.ncbi.nlm.nih.gov/entrez/query.fcgi?cmd=Retrieve&amp;db=pubmed&amp;dopt=Abstract&amp;list_uids=16216901&amp;query_hl=6" target="_blank">linee-guida</a> pediatriche per la <span class="evid">prevenzione della morte in culla</span>.<span id="more-141"></span></p>
<p>Allo stato attuale delle cose, queste sono le raccomandazioni della Task Force della Accademia Americana dei Pediatri per prevenire la sindrome della morte improvvisa del lattante:</p>
<ol>
<li><strong>Far dormire il bambino in posizione supina</strong>: sia la posizione prona che quella laterale sono state associate ad un maggior rischio di <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym> rispetto alla posizione supina (&#8216;back to sleep&#8217;).</li>
<li><strong>Far dormire il bambino su una superficie rigida</strong>: un materasso rigido da lettino è l&#8217;ideale.</li>
<li><strong>Evitare la presenza nel lettino di oggetti soffici</strong>: sia i peluche, sia le coperte non rincalzate possono rappresentare una forma di rischio.</li>
<li><strong>Evitare il fumo</strong>: sia il fumo durante la gravidanza, sia l&#8217;esposizione del lattante al fumo passivo si associano ad un aumentato rischio di <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym>.</li>
<li><strong>Far dormire il bambino in un letto separato dai genitori ma comunque vicino</strong>: il rischio di <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym> diminuisce quando il bambino dorme vicino alla madre, ma la task force sconsiglia di farlo dormire nel letto della madre o con altri bambini.</li>
<li><strong>Utilizzare il ciuccio</strong>: offrire i ciuccio prima che il bambino si addormenti; se lo perde non reinserirlo durante il sonno e <span class="evid">non forzarlo se non lo vuole</span>; non mettere sul ciuccio sostanze dolci; pulire il ciuccio spesso e riporlo nel suo contenitore; nel caso di allatamento al seno, utilizzare il ciuccio dopo almeno un mese (per consolidare l&#8217;attaccamento al seno).</li>
<li><strong>Non riscaldare troppo l&#8217;ambiente:</strong> la temperatura della stanza deve essere confortevole per un adulto vestito leggero; evitare di vestire troppo il bambino.</li>
<li><strong>Evitare i prodotti commerciali per il mantenimento della posizione del neonato nel letto</strong>: la task force non consiglia l&#8217;uso di alcun prodotto sviluppato dall&#8217;industria per la prevenzione della <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym>.</li>
<li><strong>Non utilizzare i monitors come prevenzione della <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym></strong>: non c&#8217;è alcuna evidenza che i monitor cardiorespiratori fetali comunemente in commercio siano in grado di prevenire la <acronym title="Sudden Infant Death Syndrome">SIDS</acronym>. Tali prodotti devono essere utilizzati solo nei bambini con grave instabilità cardiorespiratoria, dietro indicazione del pediatra.</li>
<li><strong>Prevenire la plagiocefalia posizionale</strong>: si tratta di una deformazione della testa del neonato (obliqua o piatta) che si verifica quando il bambino mantiene la <span class="evid">testa appoggiata sempre nella stessa posizione</span>. Per prevenirla si consiglia di mettere il bambino &#8216;a pancia in giù&#8217; per alcuni minuti al giorno; non lasciarlo troppo tempo in passeggino o carrozzina; evitare che dormendo appoggi la testa sempre sullo stesso punto (ad esempio mettendolo a dormire con la testa girata da un lato per una settimana e dall&#8217;altro la settimana successiva; cambiare ogni tanto la posizione del lettino, del seggiolone o del box nella stanza del bambino.</li>
</ol>
<p>Il testo completo in pdf (in inglese) delle linee guida può essere scaricato da <a href="http://sids-network.org/revisedsids.pdf" target="_blank">questo sito</a> (risorsa esterna).</p>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/461-genitorialita-e-lutto-nella-morte-prenatale-e-perinatale.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Genitorialità e lutto nella morte perinatale'>Genitorialità e lutto nella morte perinatale</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/114-luso-del-computer-nella-psicoterapia-cognitiva-della-depressione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;uso del computer nella psicoterapia cognitiva della depressione'>L&#8217;uso del computer nella psicoterapia cognitiva della depressione</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/103-la-depressione-post-partum-quale-prevenzione.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La depressione post partum: quale prevenzione?'>La depressione post partum: quale prevenzione?</a></li>
</ol></p>
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		<title>Depressione nell&#8217;infanzia e nell&#8217;adolescenza e rischio di suicidio</title>
		<link>http://www.psico-terapia.it/wp/128-depressione-nellinfanzia-e-nelladolescenza-e-rischio-di-suicidio.html</link>
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		<pubDate>Fri, 30 Sep 2005 23:58:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Depressione]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[suicidio]]></category>

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I disturbi depressivi possono insorgere anche in età molto precoci (infanzia e adolescenza), spesso con sintomi piuttosto sfumati, e la loro gravità è del tutto sovrapponibile alle forme dell&#8217;adulto.
I disturbi depressivi dell&#8217;età giovanile necessitano pertanto di una corretta diagnosi e di un trattamento multidisciplinare e responsabile. In particolare negli ultimi [...]


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</ol>

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<p><img class="alignleft" style="margin: 5px;" title="Depressione nell'infanzia" src="http://img.dailymail.co.uk/i/pix/2008/04_04/020childDM_468x307.jpg" alt="" width="298" height="195" />I disturbi depressivi possono insorgere anche in <strong>età molto precoci</strong> (infanzia e adolescenza), spesso con sintomi piuttosto sfumati, e la loro gravità è del tutto sovrapponibile alle forme dell&#8217;adulto.<br />
I disturbi depressivi dell&#8217;età giovanile necessitano pertanto di una corretta diagnosi e di un trattamento multidisciplinare e responsabile. In particolare negli ultimi anni si è fatta strada l&#8217;abitudine, soprattutto nei paesi americani, di <span class="evid">utilizzare in prima battuta farmaci antidepressivi</span>, spesso assegnati in monoterapia, soprattutto della classe degli antidepressivi inibitori del reuptake della serotonina (i cosiddetti <acronym title="Selective Serotonin Reuptake Inhibitors">SSRI</acronym>).<br />
I risultati di queste terapie <em>a tappeto</em>, divenute quasi routinarie, ha iniziato presto a fare discutere, sia per l&#8217;efficacia a lungo termine sui sintomi, sia per il razionale di impiego in generale sull&#8217;età evolutiva, sia soprattutto per alcuni effetti collaterali di grave entità. In particolare sono stati segnalati casi di <strong>suicidio</strong> o <strong>tentato suicidio</strong> successivi all&#8217;inizio della terapia farmacologia con <acronym title="Selective Serotonin Reuptake Inhibitors">SSRI</acronym>, e più generali forme di aumento dell&#8217;<strong>aggressività</strong> auto ed eterodiretta.<br />
<span id="more-128"></span>Un <a href="http://www.fda.gov/bbs/topics/news/2004/NEW01116.html" target="_blank">recente articolo</a> descrive il <em>trend</em> di vendita di antidepressivi ai minori di 18 anni negli USA, osservando che è aumentato del 77% dal 2000 al 2003, per poi calare improvvisamente dopo le prime segnalazioni di effetti avversi del 23% circa. L&#8217;<acronym title="Food and Drug Administration">FDA</acronym>, principale organo nazionale di controllo dei farmaci americano, ha infatti inserito nel foglietto illustrativo degli antidepressivi in generale l&#8217;avvertenza in cui chiede cautela nella somministrazione a soggetti di età inferiore ai 18 anni. Tale avvertenza può ovviamente giustificare la riduzione della prescrizione dei farmaci, ma rischia di penalizzare l&#8217;utilizzo del farmaco nei casi di bambini e adolescenti con depressioni gravi in cui l&#8217;<strong>approccio farmacologico sia effettivamente necessario</strong>.</p>
<p>È opportuno ricordare che il <strong>suicidio in età giovanile</strong> è piuttosto diffuso, al punto che tra i 10 ed i 24 anni rappresenta la terza <strong>causa di morte</strong>, e bisogna considerare che l&#8217;esito di una depressione non curata o trascurata è spesso il gesto autolesivo, dal tentato suicidio al suicidio vero e proprio.<br />
Questi dati dovrebbero indurre tutti coloro che si occupano di salute e di <strong>età evolutiva</strong> e <strong>adolescenza</strong> a riflettere in primo luogo sui segni della depressione, ed in secondo luogo sul trattamento più adeguato per ogni singolo caso, senza incorrere in generalizzazioni e senza aderire in modo acritico ai <em>trend</em> proposti dal mercato.</p>
<p>È ormai noto che la terapia della depressione infantile e giovanile si dovrebbe basare su una <span class="evid">combinazione di psicoterapia e farmacoterapia</span>, anche se è necessario muoversi sul fronte della prevenzione e della diagnosi precoce, dal momento che possono passare molti mesi dai primi segni di depressione alla richiesta di aiuto del paziente o dei familiari.</p>
<p>A questo proposito negli USA si sta lavorando molto sulla <span class="evid">prevenzione del suicidio adolescenziale</span>, attraverso l&#8217;attivazione di servizi territoriali di promozione della salute, in particolare cercando di aumentare nei ragazzi la <strong>consapevolezza degli stati emotivi interni</strong> e di rendere più facile per i ragazzi l&#8217;ammissione del problema, riducendo sentimenti come vergogna e colpa che spesso mantengono i sintomi nascosti peggiorando la situazione.</p>
<p><strong>Aggiornamento</strong></p>
<h2>Terapia della depressione in bambini e adolescenti</h2>
<p>Un recente <a href="http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/full/331/7519/714-b?ecoll" target="_balnk&quot;">editoriale</a> del <em>British Medical Journal</em> rinforza ulteriormente questi concetti, rifacendosi alle <a href="http://www.nice.org.uk/page.aspx?o=273116" target="_blank">linee guida</a> dell&#8217;Istituto Nazionale per la Salute e l&#8217;Eccellenza Clinica (<acronym title="National Institute for Health and Clinical Excellence">NICE</acronym>).<br />
In particolare si afferma che <strong>la psicoterapia deve essere considerata l&#8217;intervento di scelta nella depressione dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza</strong>. Secondo le linee guida della <acronym title="National Institute for Health and Clinical Excellence">NICE</acronym> i bambini gli adolescenti affetti da depressione devono essere trattati con una <span class="evid">psicoterapia di tipo cognitivo comportamentale</span>, interpersonale o familiare.<br />
I <strong>farmaci antidepressivi</strong> dovrebbero essere utilizzati solo nelle forme gravi e <span class="evid">sempre in associazione alla psicoterapia</span>.<br />
La <acronym title="National Institute for Health and Clinical Excellence">NICE</acronym> suggerisce anche quali antidepressivi dovrebbero essere preferiti, consigliando fluoxetina e citalopram e suggerendo cautela con paroxetina, venlafaxina, antidepressivi triciclici e estratto di iperico, sostanze per le quali non sono ancora disponibili sufficienti dimostrazioni di efficacia e sicurezza nei bambini e negli adolescenti.</p>

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<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/147-ansia-ideazione-suicidiaria-e-rischio-di-suicidio.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: Ansia, ideazione suicidiaria e rischio di suicidio'>Ansia, ideazione suicidiaria e rischio di suicidio</a></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/145-la-depressione-giovanile-come-fattore-di-rischio-per-lobesita.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: La depressione giovanile come fattore di rischio per l&#8217;obesità'>La depressione giovanile come fattore di rischio per l&#8217;obesità</a></li>
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		<title>L&#8217;obesità infantile: un&#8217;epidemia che ha molti responsabili.</title>
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		<pubDate>Fri, 24 Jun 2005 23:49:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Nutrizione]]></category>
		<category><![CDATA[attività fisica]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
		<category><![CDATA[obesità]]></category>

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Negli Stati Uniti circa nove milioni di bambini al di sopra dei sei anni sono obesi. Il fenomeno è particolarmente preoccupante se consideriamo l&#8217;entità delle patologie associate all&#8217;obesità, che vanno dal disagio psicologico al diabete, all&#8217;ipertensione, che costituiscono gravi fattori predittivi per una peggiore qualità della vita ed un generale [...]


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<p><img class="alignleft" title="Obesità infantile" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/8.jpg" alt="Obesità infantile" width="222" height="220" />Negli Stati Uniti circa <strong>nove milioni di bambini</strong> al di sopra dei sei anni sono <strong>obesi</strong>. Il fenomeno è particolarmente preoccupante se consideriamo l&#8217;entità delle patologie associate all&#8217;<a href="http://www.psico-terapia.it/menus/disturbi-alimentari/obesita.php" target="_blank">obesità</a>, che vanno dal <strong>disagio psicologico</strong> al diabete, all&#8217;ipertensione, che costituiscono gravi fattori predittivi per una peggiore qualità della vita ed un generale aumento della mortalità per patologie cardiovascolari in età adulta. Nell&#8217;autunno del 2004 l&#8217;<a href="http://www.iom.edu/focuson.asp?id=22593" target="_blank">Istituto di Medicina</a> (<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym>) ha promosso una campagna di sensibilizzazione al problema coinvolgendo i diversi responsabili del fenomeno: i singoli individui, le famiglie, le scuole, le comunità cittadine, gli enti sanitari da un lato. Dall&#8217;altro l&#8217;<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym> ha cercato di coinvolgere anche i le industrie alimentari, i singoli produttori artigianali di alimenti ed i ristoranti. Un lavoro intenso è poi stato fatto con gli ingegneri ambientali e gli architetti per promuovere spazi cittadini da utilizzare liberamente per l&#8217;<strong>esercizio fisico</strong>. Come ricorda il <a href="http://www.medscape.com/viewarticle/506851?rss" target="_blank">Dr Harvey Fineberg</a>, presidente dell&#8217;<acronym title="Institute of Medicine">IOM</acronym>, il peso corporeo è il risultato di un <strong>armonico equilibrio tra introito calorico e attività fisica bilanciata</strong>. È dunque necessario riscoprire ai vari livelli sociali un diverso stile di vita per i bambini occidentali: &#8216;<em>eating smarter and being more active</em>&#8216;, cioè mangiare in modo <strong>più intelligente</strong> e essere <strong>più attivi</strong> fisicamente.</p>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/106-tv-sedentarieta-obesita-infantile.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: TV + sedentarietà = obesità infantile'>TV + sedentarietà = obesità infantile</a></li>
</ol></p>
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		<title>Il fumo e le donne</title>
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		<pubDate>Sun, 12 Jun 2005 23:42:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Salute femminile]]></category>
		<category><![CDATA[bambini]]></category>
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Se da un lato tra gli uomini adulti ed i giovani diminuisce il numero di fumatori, questo resta ancora elevato tra le donne adulte, attirate dalla falsa immagine di emancipazione attribuita alla donna fumatrice. Oltre ai danni diretti alla salute di chi fuma, questo pericoloso vizio condiziona pesantemente anche la [...]



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<p><img class="alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Il fumo e le donne" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/6.jpg" alt="" width="224" height="226" />Se da un lato tra gli uomini adulti ed i giovani diminuisce il numero di fumatori, questo resta ancora elevato tra le donne adulte, attirate dalla falsa immagine di emancipazione attribuita alla donna fumatrice. Oltre ai danni diretti alla salute di chi fuma, questo pericoloso vizio condiziona pesantemente anche la salute di quanti gli stanno vicino, in particolare dei <strong>figli</strong>. Si calcola infatti che il 18% dei bambini tra i 13 ed i 23 mesi sia <strong>abitualmente esposto al fumo di tabacco</strong>, considerando che fumano il 22% delle madri ed il 38% dei padri di bambini in questa fascia di età. Le conseguenze per la salute di questa esposizione possono essere anche molto gravi, al punto che si stima che ogni anno in Italia l&#8217;esposizione dei bambini al fumo passivo causi il 17% dei casi totali di <acronym title="Sindrome della Morte Infantile Improvvisa">SIDS</acronym> (le cosiddette &#8220;morti bianche&#8221; in culla), il 21% delle infezioni respiratorie nei primi due anni di vita e il 9% dei casi d&#8217;asma infantile (fonte: <a href="http://www.epicentro.iss.it/temi/fumo/fumo.asp" target="_blank">Istituto Superiore di Sanità</a>). E&#8217; importante quindi sottolinerae come la gravidanza ed i periodi immediatamente precedenti e seguenti, rappresentino un&#8217;<strong>opportunità unica</strong> per decidere di <strong>smettere di fumare</strong>. La motivazione che deriva dalla presa di coscienza dei propri doveri verso i figli aiuta infatti ad ottenere risultati più rapidi e durauri, spesso anche soltanto con brevi sedute di <em>counselling</em>, senza la necessità di ricorrere a trattamenti farmacologici. Visita il sito del <a href="http://www.ministerosalute.it/speciali/piSpeciali.jsp?id=52&amp;area=ministero&amp;colore=3" target="_blank">Ministero della Salute</a> per saperne di più.</p>


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		<title>TV + sedentarietà = obesità infantile</title>
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		<pubDate>Fri, 06 May 2005 23:38:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
				<category><![CDATA[Disturbi alimentari]]></category>
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Uno studio condotto dai pediatri dell&#8217;università di Houston su bambini seguiti periodicamente per circa tre anni ha dimostrato che il sovrappeso e l&#8217;obesità infantile sono fortemente correlati non tanto alla dieta seguita dai ragazzi ma soprattutto alla sedentarietà e al numero di ore passate davanti alla televisione. Un&#8217;ulteriore prova del [...]


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<p><img class="alignleft" title="TV bambini, sedentarietà e obesità" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/4.jpg" alt="" hspace="10" width="198" height="245" />Uno studio condotto dai pediatri dell&#8217;università di Houston su bambini seguiti periodicamente per circa tre anni ha dimostrato che il sovrappeso e l&#8217;obesità infantile sono fortemente correlati non tanto alla dieta seguita dai ragazzi ma soprattutto alla sedentarietà e al numero di ore passate davanti alla televisione. Un&#8217;ulteriore prova del fatto che una sana attività fisica facilita una crescita armonica.</p>
<p>Leggi l&#8217;<a href="http://www.nature.com/cgi-taf/DynaPage.taf?file=/ijo/journal/v29/n6/abs/0802969a.html&amp;dynoptions=doi1116360440" target="_blank">articolo originale</a></p>

<p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol><li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/116-lobesita-infantile-unepidemia-che-ha-molti-responsabili.html' rel='bookmark' title='Permanent Link: L&#8217;obesità infantile: un&#8217;epidemia che ha molti responsabili.'>L&#8217;obesità infantile: un&#8217;epidemia che ha molti responsabili.</a></li>
</ol></p>
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