'Panic' di Dennis P McCann

L’ideazione suicidiaria ed il tentato suicidio sono fenomeni gravi e piuttosto frequenti nella popolazione generale (rispettivamente circa 12 persone su 100 riferiscono ideazione suicidiaria e circa 3 su 100 tentano il suicidio), rappresentando i massimi fattori predittivi di suicidio completo.
La comprensione dei fattori di rischio che si nascondono dietro al suicidio, ed ancor più all’ideazione suicidiaria, che appare essere di gran lunga il fenomeno più frequente, è dunque di fondamentale importanza in un’ottica preventiva.
Il suicidio è infatti la terza causa di morte nei giovani tra i 15 ed i 24 anni, e la seconda tra i 25 ed i 34, con un incremento dimostrato negli ultimi anni. Tra le cause ambientali che sono associate a ideazione suicidiaria e rischio di suicidio troviamo la disoccupazione, la solitudine e la presenza di comportamenti rischiosi (abuso di alcol, droghe o farmaci, gioco d’azzardo, guida pericolosa, partners sessuali multipli, rapporti non protetti).

Un comportamento suicidiario è stato associato ad alcuni tipi di sofferenza psichiatrica, come ad esempio disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare), disturbi da uso di sostanze e schizofrenia, ma pochi studi fino ad oggi hanno valutato la correlazione tra disturbi d’ansia e ideazione suicidiaria o tentato suicidio. Continue reading »

 

Giorgio De Chirico, Gli archeologi

Un grande numero di pazienti si rivolge ogni giorno al medico di base lamentando uno o più sintomi fisici che non presentano nessuna correlazione con specifiche malattie fisiche: i sintomi più frequenti sono i dolori, la debolezza e il senso di affaticamento, diffusi soprattutto ai muscoli o all’apparato gastrointestinale.
Questi sintomi sono spesso fonte di preoccupazione, di stress, e possono compromettere l’abilità lavorativa o il funzionamento sociale. Inoltre, la persistenza di questi sintomi nonostante le terapie e gli accertamenti effettuati arriva a compromettere il rapporto medico-paziente, creando malcontento sia nel paziente, che si sente incompreso e non risolve il suo problema, sia nel medico, che si sente impotente.
Gli studi svolti sui pazienti di medicina generale indicano l’elevata frequenza di ‘sintomi’ senza oggetto e, la valutazione incrociata di sintomi psicologici e di sintomi fisici segnala un’elevata frequenza sia di somatizzazioni senza alcun altro sintomo associato di disagio psichico, sia di somatizzazioni associate ad un disturbo psichiatrico.
In particolare alcune popolazioni sembrano avere maggiore tendenza ad esprimere il disagio psichico esclusivamente attraverso sintomi corporei.
Il problema portato dal paziente dovrebbe trovare un possibile risolutore nel medico, che, accertata l’assenza di patologie fisiche sottostanti, dovrebbe sempre motivare in modo appropriato il soggetto ad approfondire le cause ‘psicologiche’ del suo disturbo fisico, al fine di individuare un trattamento efficace.
La consulenza psichiatrica assume dunque una valenza importante sia nell’inquadramento del problema che nella sua risoluzione; non solo un sintomo fisico può essere l’unica spia di un disagio psicologico, ma appropriate terapie psicologiche possono fornire un contributo decisivo alla risoluzione del sintomo.
Tra le terapie possibili la psicoterapia cognitivo comportamentale si è dimostrata efficace non solo nel ridurre il numero e l’entità dei sintomi ma nel risolvere lo stress associato ai sintomi stessi, migliorando il funzionamento psicosociale del soggetto.

Leggi l’articolo originale (risorsa esterna in inglese).

 

Il massaggio è una terapia in grado di ridurre i livelli di stress, i sintomi depressivi e dolorosi in malattie mediche e psicologiche. Una esauriente review dei lavori pubblicati in letteratura negli ultimi anni analizza i benefici del massaggio in diverse situazioni di disagio fisico o psicologico.
Gli effetti del massaggio sono stati studiati sia nei disturbi relativi alla gravidanza e al post parto (depressione in gravidanza, depressione post partum, i disordini comportamentali dei neonati di madre depressa),che nei traumi infantili e in età adulta (essere vittima di disastri naturali o vittima di abuso sessuale), nei disturbi alimentari (anoressia e bulimia), e in altre condizioni fisiche (malattie autoimmunitarie, asma cronico, cancro alla mammella).
L’effetto benefico è stato valutato misurando in modo diretto i marcatori ematici o urinari dello stress e della depressione e sottoponendo i soggetti a questionari specifici sulla depressione e sull’ansia. Nella maggior parte degli studi si è proceduto alla misurazione del cortisolo, ormone prodotto dalle ghiandole surrenali che subisce notevoli variazioni sia in corso di stress acuto che in corso di malattia depressiva, valutandone la concentrazione salivare e urinaria; in molti casi si è inoltre misurato la quantità urinaria dei metabolici della serotonina, principale neurotrasmettitore coinvolto nelle patologie depressive.
Gli studi sono sempre stati effettuati secondo il metodo del caso-controllo, randomizzando i soggetti coinvolti e dividendoli in due gruppi: in un gruppo venivano svolte 2-4 sedute settimanali di massaggio e nell’altro erano utilizzate di volta in volta varie tecniche di rilassamento. In ognuno degli studi si è assistito ad una progressiva e significativa diminuzione dei livelli di cortisolo ematico e urinario, con effetti immediati sia dopo il massaggio che al termine del ciclo di trattamenti.
In parallelo, si sono apprezzate diminuzioni significative nei punteggi delle scale sull’ansia e la depressione, e un generale miglioramento del benessere globale, correlato anche all’aumento della serotonina urinaria. In ogni situazione trattata con il massaggio si sono avuti incoraggianti risultati sia nella riduzione dello stress che nell’aumento delle capacità reattive; nei bambini si sono avuti notevoli miglioramenti comportamentali, normalizzazione del sonno e migliore consolabilità, nelle madri in attesa si sono ridotti i livelli di ansia e depressione e nelle vittime di abuso è molto migliorata la reazione al contatto fisico (cosa che non è avvenuta nel gruppo di controllo sottoposto ad altre tecniche di rilassamento).
Per saperne di più potete consultare la bibliografia della dottoressa Tiffany Field.

© 2012 Dott.ssa Claudia Ravaldi
Via C.Goldoni 136, Prato
CF RVLCLD74H66F257D - PI 01893180974
email: claudia.ravaldi@psico-terapia.it
Suffusion theme by Sayontan Sinha