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	<title> &#187; alimentazione</title>
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		<title>Allattamento al seno: benessere psicofisico della mamma e del bambino</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Feb 2012 23:25:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[allattamento]]></category>
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		<description><![CDATA[Sul latte materno, sull&#8217;allattamento e su &#8220;fino a quando allattare?&#8221;. Desolata accorse D’altra parte la madre, e lagrimando E nudandosi il seno, la materna poppa scoperse, e,  a questa abbi rispetto, singhiozzante esclamava, a questa, o figlio, che calmò, lo ricorda, i tuoi vagiti. Iliade XXII libro Venite al mio seno di donna, e prendetevi <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/425-allattamento-seno-benessere-mamma-bambino.html'>[...]</a>
Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Sul latte materno, sull&#8217;allattamento e su &#8220;fino a quando allattare?&#8221;.</strong></p>
<p style="text-align: right;"><em>Desolata accorse</em><br />
<em> D’altra parte la madre, e lagrimando</em><br />
<em> E nudandosi il seno, la materna</em><br />
<em> poppa scoperse, e,  a questa abbi rispetto,</em><br />
<em> singhiozzante esclamava, a questa, o figlio,</em><br />
<em> che calmò, lo ricorda, i tuoi vagiti.</em></p>
<p style="text-align: right;">Iliade XXII libro</p>
<p style="text-align: right;"><em>Venite al mio seno di donna, e prendetevi il mio latte in cambio del vostro fiele</em></p>
<p style="text-align: right;">Macbeth</p>
<div id="attachment_555" class="wp-caption alignleft" style="width: 250px"><a href="http://www.psico-terapia.it/wp/425-allattamento-seno-benessere-mamma-bambino.html/allattamento-mamma" rel="attachment wp-att-555" title="allattamento-mamma"><img class="size-medium wp-image-555" title="allattamento-mamma" src="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/allattamento-mamma-240x300.jpg" alt="Allattamento al seno" width="240" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">La madre che allatta - M. Gerard</p></div>
<p style="text-align: left;">L&#8217;allattamento è un argomento di cui si parla molto, ma non ancora abbastanza e spesso non senza pregiudizi e dicotomie.</p>
<p style="text-align: left;">Sull&#8217;allattamento, come su molte cose relate alla natura umana, ci sono posizioni spesso estreme, e spesso opposte tra loro. Il risultato è una diffusa disinformazione generale, che strizza l&#8217;occhio al qualunquismo (della serie &#8220;<em>decidi tu e quello che decidi va sempre bene!</em>&#8220;) cui corrisponde (per fortuna) una tenace battaglia di sempre più numerosi gruppi che si occupano di diffondere una buona pratica e una corretta informazione sul latte di mamma, sui benefici a breve e a lungo termine dell&#8217;allattamento al seno, e, anche, su quali sono i più comuni ostacoli che una puerpera incontra quando allatta al seno il proprio bambino.</p>
<p style="text-align: left;">Va detto che ci sono alcune particolari (per quanto fortunatamente <strong>molto</strong> rare) situazioni mediche in cui purtroppo l&#8217;allattamento al seno è sconsigliato per l&#8217;assunzione di farmaci obbligatori per la madre che passano nel latte e sono nocivi per il bambino, o per particolari condizioni psichiche o fisiche nelle quali l&#8217;allattamento aggiungerebbe uno stress che minerebbe la salute della madre e di conseguenza quella del bimbo (psicosi post partum, gravissima anemia, patologie retiniche gravi).</p>
<p style="text-align: left;"><span id="more-425"></span>Va anche aggiunto, per correttezza, che la decisione di allattare è e resta personale, (ma può peraltro definirsi una <strong>decisione consapevole e volontaria</strong> solo DOPO che la donna madre è stata accompagnata a valutare l&#8217;argomento da tutte le sfaccettature), e che numerosi bambini degli anni settanta (me compresa), sono figli del biberon&#8230; per una moda dell&#8217;epoca, e più o meno ce la siamo cavata lo stesso, senza gravissime carenze. Tuttavia, le esperienze condivise di tante mamme in tutto il mondo, gli studi sulla salute fisica dei bimbi, e sul benessere psicologico negli ultimi anni hanno &#8220;riscoperto&#8221; <strong>il potere quasi terapeutico del latte materno</strong>, e senza dubbio <strong>preventivo di molte patologie</strong>, e gli indubbi vantaggi relazionali derivanti da questa modalità nutritiva.</p>
<p>Ogni mammifero durante la gravidanza sviluppa la capacità di produrre latte, capacità rinforzata dagli ormoni che si sprigionano durante il parto e favorita dalla suzione del neonato nelle prime ore di vita (e, direi a ritmo incalzante, nelle prime due settimane di vita). Ogni coppia madre bambino ha il suo ritmo nell&#8217;allattamento, ritmo che si trova, se lo si cerca con pazienza e soprattutto se ci si fa aiutare da personale competente. Sono pochissime le donne che non hanno latte a sufficienza, e la mammella è un organo sensibile agli stimoli progressivi legati alla suzione (ma anche, come è stato dimostrato, al suono del pianto del proprio bambino, e al suo sguardo, in grado di <strong>innalzare l&#8217;ossitocina</strong>). Nonostante numerosi studi medici e psicologici invitino i genitori a organizzarsi adeguatamente per allattare il proprio bambino, ancora oggi sono poche le mamme che allattano dopo il terzo mese di vita del bambino (iniziando uno svezzamento precocissimo ed oggi abbastanza controverso da immunologi,allergologi e gastroenterologi), molte ancora preferiscono non allattare.<br />
L&#8217;allattamento è un modo profondo e ricco per conoscere il proprio bambino, entrare in relazione con lui, e con il proprio essere madre.</p>
<div id="attachment_556" class="wp-caption alignright" style="width: 310px"><a href="http://www.psico-terapia.it/wp/425-allattamento-seno-benessere-mamma-bambino.html/allattamento" rel="attachment wp-att-556" title="allattamento"><img class="size-medium wp-image-556" title="allattamento" src="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/allattamento-300x270.jpg" alt="Allattamento al seno" width="300" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">Allattamento al seno - Tintoretto</p></div>
<p>L&#8217;allattamento, però, è anche un notevole <strong>impegno</strong>, da non sottovalutare nè dal punto di vista fisico nè psicologico. Per aiutare le donne che allattano sono presenti in rete e dal vivo<strong> gruppi di sostegno</strong> e confronto, e anche la legge prevede che le neomamme usufruiscano di speciali permessi per continuare ad allattare.<br />
Di fatto, però, allattare necessita anche di una buona <strong>complicità con l&#8217;ambiente circostante</strong>, che stimoli la donna ad allattare e rinforzi questa buona abitudine. In nessun caso allattare dovrebbe essere percepito dalla mamma come un sacrificio &#8220;obbligatorio&#8221;, o come un dovere. Se ci si sente costrette ad allattare, o si vive l&#8217;atto come un fastidio o un&#8217;imposizione ad ogni poppata, questo stato d&#8217;animo può<strong> aumentare la tensione</strong> e rischia di rendere più difficile il legame con il bambino, <strong>ostacolando</strong> la nostra <strong>autostima</strong> (delicata) di neomamme, e la nostra percezione di &#8220;bravura&#8221; (orrenda parola che rimanda al nostro attuale sistema decisionale, basato sul giudizio <em>brava /non brava, seria / non seria premurosa / non premurosa egoista / altruista</em> etc).</p>
<p>Ci sono nove mesi per prepararsi ed informarsi sull&#8217;allattamento, i metodi, i punti di riferimento, ci sono <strong>un paio di mesi dopo parto</strong> per entrare a regime dopo un rodaggio che spesso ci mette a dura prova (<em>interpretare il pianto, paura che non mangi, troppa stanchezza, troppe coliche, troppo di tutto!</em>): poi arriva un momento in cui una mamma (se messa nella condizione di dare il meglio di sè e viversi momento per momento la sua nuova relazione d&#8217;amore col bambino), può in modo competente decidere cosa è meglio per se stessa e per il suo bambino, equilibrando le esigenze di ciascuno. Il bambino a sua volta, rassicurato dall&#8217;offerta di latte e dal contatto con la mamma, prenderà il suo ritmo, e dialogherà con la sua mamma.</p>
<p><strong>Cosa dicono i sanitari?</strong></p>
<p>Il latte materno è l&#8217;alimento fisiologico del neonato; allattare per tutto il primo anno di vita del neonato, o, secondo l&#8217;organizzazione mondiale della sanità nei suoi recenti comunicati fino ai due anni del bambino, è stato associato ad una riduzione marcata di alcune patologie (allergie, dermatiti, disturbi infettivi), e sembra inoltre che si associ ad un miglior indice di massa corporea.</p>
<p><strong>Cosa dicono gli psicologi?</strong></p>
<p>Recenti studi hanno inoltre messo in relazione allattamento e QI dei bambini, evidenziando una correlazione positiva tra le due variabili.</p>
<p><strong>Nodi(ni) al pettine</strong></p>
<p>Allattare tuttavia, per quanto naturale e fisiologico sia, è un&#8217; &#8220;<strong><em>opera relazionale</em></strong>&#8221; complessa, che risente, al fine di una buona riuscita, di numerosi variabili.</p>
<p>Alcune variabili sono intrinseche alla neomamma: in parte dipendono direttamente dalla sua storia di figlia accudita, e quindi dalla sua relazione con la madre, dall&#8217;intimità che ha col suo corpo e con le sue funzioni (altra questione di non poco conto, nella nostra società dell&#8217;immagine), dalla sua capacità di entrare in relazione col bambino e coi suoi bisogni, e dalla sua volontà di mettere in primo piano, almeno nel primo trimestre, la <em>dinamica mamma-poppa-bimbo</em>. Tra queste variabili, i pregiudizi appresi sull&#8217;allattamento dalle altre mamme, dalle zie o dalle nonne, possono fortemente <strong>condizionare</strong> l&#8217;agio e la comodità percepita dalla mamma in questo gesto, e influenzarne la riuscita.</p>
<div id="attachment_557" class="wp-caption alignleft" style="width: 216px"><a href="http://www.psico-terapia.it/wp/425-allattamento-seno-benessere-mamma-bambino.html/allattamento-seno" rel="attachment wp-att-557" title="allattamento-seno"><img class="size-full wp-image-557" title="allattamento-seno" src="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/allattamento-seno.jpg" alt="Allattamento al seno" width="206" height="305" /></a><p class="wp-caption-text">Allattamento al seno</p></div>
<p>Altre variabili sono le variabili esterne, che possono subdolamente o esplicitamente sfavorire l&#8217;allattamento al seno: <strong>partner</strong> esigenti da subito con orari ed abitudini, che malvedono l&#8217;allattamento a richiesta, il tempo passato tra una poppata e l&#8217;altra con il bambino in braccio etc; <strong>pressioni</strong> dai datori di <strong>lavoro</strong> (o dai clienti se le madri sono libere professioniste, o dalla famiglia, se le madri lavorano in aziende a conduzione familiare); la <strong>solitudine delle madri</strong> che aspettano ore qualcuno che non arriva mai e desiderano recuperare velocemente le vecchie abitudini, magari incompatibili con l&#8217;allattamento a richiesta o un bambino piangente che vuole un &#8220;rabbocchino&#8221; pre-nanna in mezzo a un ristorante; alcuni micro e macrocosmo sociali, che ad oggi malvedono una donna che allatta, associando a questa azione un retrogusto di antico e desueto vezzo (&#8220;<em>poi non ti lamentare se la tua sensualità è pari a quella di mamy di via col vento&#8230;.</em> &#8221; ci dicono le amiche alzando le sopracciglia).</p>
<p>Ovviamente, nessuno di questi sopracitati costituisce un<strong> valido motivo</strong> per interrompere l&#8217;allattamento, e in nessun caso ci si dovrebbe vergognare se desideriamo fare una cosa naturale contro il parere di chi ci sta vicino. E&#8217; però molto vero che essendo l&#8217;uomo un animale sociale, ed essendo fortissimo, soprattutto nei momenti di passaggio (e la maternità è uno di questi) il<strong> bisogno di riconoscersi in un gruppo</strong> di pari che approvi e offra sostegno, se le mamme non trovano un adeguato rinforzo positivo esterno, la loro volontà può vacillare a colpi di invalidazioni, critiche, pregiudizi e timori.</p>
<p>Riprenderemo presto l&#8217;argomento, approfondendo gli aspetti medici e quelli psicologici sui benefici dell&#8217;allattamento al seno, e nel frattempo auguro a<strong> tutte le neogestanti</strong> di scegliersi già nel <strong>terzo trimestre</strong> di gravidanza un adeguato gruppo di scambio, accoglienza e sostegno alle neomamme!</p>
<p>&nbsp;</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/133-il-massaggio-come-terapia-della-depressione-e-dello-stress-psicofisico.html' rel='bookmark' title='Il massaggio come terapia della depressione e dello stress psicofisico'>Il massaggio come terapia della depressione e dello stress psicofisico</a> <small>Il massaggio è una terapia in grado di ridurre i...</small></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dimensione Donna</title>
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		<pubDate>Mon, 14 May 2007 00:25:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Si segnala l&#8217;incontro con la dott.ssa Claudia Ravaldi dal titolo &#8220;I disturbi alimentari tra anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata: quando il disagio si comunica con il cibo&#8221; organizzato dal Comune di Prato, circoscrizione Prato Nord, giovedì 31 Maggio 2007 alle ore 21.15, presso Villa Fiorelli, via di Galceti 64 Prato (ingresso libero e gratuito). Scarica <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/162-dimensione-donna.html'>[...]</a>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/2007/05/D-donna.jpg" rel="shadowbox[sbpost-162];player=img;" title="Dimensione Donna"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-269" title="Dimensione Donna" src="http://www.psico-terapia.it/wp/wp-content/uploads/2007/05/D-donna-150x93.jpg" hspace="10" alt="Dimensione Donna" width="150" height="93" /></a>Si segnala l&#8217;incontro con la dott.ssa Claudia Ravaldi dal titolo &#8220;<strong>I disturbi alimentari tra anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata: quando il disagio si comunica con il cibo</strong>&#8221; organizzato dal Comune di Prato, circoscrizione Prato Nord, giovedì 31 Maggio 2007 alle ore 21.15, presso Villa Fiorelli, via di Galceti 64 Prato (ingresso libero e gratuito).<br />
<a href="http://www.psico-terapia.it/images/volantino-ravaldi.pdf" target="_blank">Scarica il volantino in pdf</a></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dieta mediterranea e mass media</title>
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		<pubDate>Sat, 09 Sep 2006 00:19:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>

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		<description><![CDATA[Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”. L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o buona alimentazione sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di massa, con i risultati che <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html'>[...]</a>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="../../images/magritte_ceci-nest-pas-une-pomme.JPG" border="1" alt="Magritte mela" hspace="10" width="200" height="200" align="right" /></p>
<p>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente  incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di  valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”.</p>
<p>L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o <strong>buona  alimentazione</strong> sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di  massa, con i risultati che è possibile vedere sulla maggior parte dei settimanali  femminili e sulla maggior parte delle spiagge italiane:</p>
<ul>
<li> sedentarietà al limite  della fusione sdraio-pelle contrapposta allo spinning forsennato con 40° gradi  all’ombra</li>
<li> la bottiglia d’acqua iposodica accanto alla maxi coca ghiacciata</li>
<li> pizza  e patate arrosto in compagnia di anemici yogurt light.</li>
</ul>
<p>Il popolo dunque si divide, in sottogruppi sempre meno  definiti (è facilissimo infatti saltare da un gruppo all’altro a seconda di  mode, teorie, sbalzi d’umore, fidanzati o smanie di dieta):<span id="more-155"></span></p>
<ol>
<li>gli <strong>onnivori</strong>, a loro volta divisi in:
<ul>
<li>onnivori a tutte le ore (spesso detti <strong><em>junk food eater</em></strong>,  <a title="junk food - wikipedia" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Junk_food" target="_blank">vedi wikipedia</a>, i quali hanno perduto nei loro meandri biochimico-cognitivi le  sensazioni di fame e sazietà, che sono i bersagli preferiti di snacks, bevande  gassate, aperitivi, uso di alcolici, droghe e via discorrendo, ma anche di  noia, emozioni etc..)</li>
<li>gli onnivori consapevoli (ai quali è rimasto almeno un  barlume dei sensi di fame e sazietà, talvolta zittiti dalle continue proposte  alimentari mediatiche e non: mica è possibile difendersi sempre!)</li>
</ul>
</li>
<li>i  <strong>carnivori</strong> più o meno convinti (senza carne, preferibilmente rossa  e alla griglia, non si può definire pranzo un pranzo, cena una cena etc., anche  se conta 10 portate…)</li>
<li>i  <strong>vegetariani</strong></li>
<li> i <strong>vegani</strong></li>
<li> gli <strong>ortoressici</strong> (secondo vari gradi di ossessività)</li>
</ol>
<p>L’attenzione occidentale nei confronti delle <span class="evid">scelte  alimentari</span> è un serpente lunghissimo che avendo in testa l’obiettivo di cercare  le cause di obesità, anoressia e bulimia ha finito col mordersi la coda  (sedentarietà industria alimentare, scarso tempo e concentrazione su fame,  sazietà, preparazione dei pasti e consumo SEDUTI dei pasti stessi, culto della  magrezza (irrinunciabile) e stigma dell’obesità). Attualmente il serpente, ben  lungi dal fermarsi per tirare le somme, è stato visto procedere senza meta in  modo circolare.</p>
<p><img src="../../images/bruschette.jpg" alt="dieta mediterranea" hspace="10" vspace="10" width="241" height="162" align="right" />La diffusione delle industrie alimentari dei <strong>cibi pronti</strong> e  degli <strong><em>snacks</em></strong> è responsabile dell’invasione dell’occidente (e purtroppo anche  dei paesi poveri) di orde di derrate alimentari piuttosto <em>sui generis</em> dal punto  di vista nutrizionale, anche se apparentemente irresistibili, per le loro  caratteristiche intrinseche che li rendono vincenti rispetto al vecchio piatto  di pasta e fagioli, spaghetti al pomodoro o minestrone (per non citare  bruschette varie, zuppa di pesce, minestra di farro, polenta e funghi e così  via).</p>
<p>Gli <span class="evid">alimenti moderni</span> sono <strong>veloci</strong>, <strong>golosissimi</strong> dal punto di vista sensoriale  (vere e proprie bombe per le papille gustative, in grado di potenziare  all’infinito il ricordo chimico e quindi il successivo consumo), <strong>ben  confezionati</strong>, “<strong>per tutta la famiglia</strong>” (sempre porzionabili in confezioni da  caserma e <em>gadgets</em> accattivanti per i piccoli di casa). Inoltre, per cercare di  non scontentare nessuna delle categorie sopra menzionate, alcune industrie si  sono poste l’obiettivo di creare <span class="evid">piatti “più sani”</span>, e quindi arricchiti di  <strong>vitamine</strong> o <strong>minerali</strong> (come molti budini per bambini), <strong>alleggeriti di alcuni  grassi</strong> (i <em>cibi light</em>, che compensano la loro tristezza sensoriale con un  maggior volume), o addirittura <strong>arricchiti di acidi grassi &#8220;omega tre&#8221;</strong> (in pratica, lo stesso  alimento contiene troppi grassi saturi ma anche una rassicurante quota dei benefici  omega tre).</p>
<p><img src="../../images/presence_of_mind.jpg" alt="progettare alimentazione" hspace="10" vspace="10" width="150" height="202" align="left" />L’aspetto più pericoloso e infido di <strong>questi alimenti</strong>,  presentati come soluzione per tutta la famiglia (“sembrano” economici, veloci,  piacciono a tutti e si possono ingoiare quasi sempre senza masticare) è che  <strong>hanno come target l’infanzia</strong>.</p>
<p>I bambini sono  indifesi: non si chiedono cosa si nasconde dietro al regalo abbinato alla  confezione di cereali, (almeno una volta erano cereali, ora sono multiformi  polpette condensate con zuccheri semplici e aromi), non sanno pazientare per  esplorare tutti i sapori della frutta, o per masticare la carne.</p>
<p>Vedono improbabili ippopotami di cialda pieni di crema  all’olio di palma, di fronte ai loro bassi nasi davanti a tutte le casse di  tutti i supermercati e semplicemente, li vogliono, e quindi li chiedono (e,  ahinoi, spesso li ottengono magari alle sei del pomeriggio, dopo la merenda e  prima di cena). La perdita della <span class="evid">cultura alimentare</span> e, ma soltanto in apparenza,  del tempo per poterla mantenere quotidianamente sostengono il vorticare del  serpentone.</p>
<p><img src="../../images/verdura.jpg" alt="verdura e alimentazione" hspace="10" vspace="10" width="261" height="441" align="right" />La perdita della  <strong>capacità di progettare l’alimentazione</strong> dei figli con i figli da parte dei genitori, senza cedere a ricatti e strepiti,  concedendo ma osservando, alternando fermezza e giusti momenti di sano strappo  alla regola (una merendina non ha mai ingrassato nessuno, se inserita in un  alimentazione consapevole), allunga la vita del serpentone: cresceranno  generazioni senza più radici cultural-alimentari, per cui la norma sarà anche  da noi il <span class="evid">piatto pronto da scongelare</span> nel microonde e viaggiare per strada con  <span class="evid">bicchieroni di bevande ipercaloriche</span>.</p>
<p>L’incertezza decisionale dei genitori, in balia di mille  insicurezze di notizie contrastanti su cosa bisogna fare e cosa no, privi  spesso di un’opinione radicata nella loro esperienza, ingrassa il serpentone:  molti genitori certificano i figli alle mense scolastiche per nutrirli di  panini, o rifiutano l’adozione di norme sane come mangiare la frutta a metà  mattina per paura che i loro piccoli digiunino fino a mezzogiorno.</p>
<p>Si perde nelle generazioni il significato caleidoscopico del  <strong>cibo</strong>, che è un reale <strong>veicolo emotivo</strong>, una importante traiettoria comunicativa,  oltrechè un ovvio strumento per vivere e <span class="evid">mantenere la propria salute</span>: raramente  una famiglia mangia tutta insieme e nello stesso posto, e molti bambini moderni  fanno colazione in macchina, pranzano alla mensa, fanno merenda in ascensore  prima della lezione di calcio-nuoto-inglese-pianoforte-catechismo, cenano dai  nonni e dopocenano coi genitori prima di andare a letto, il tutto condito da  sms, giochino elettronici e televisione.</p>
<p>Per fermare l’avanzata del serpente <span class="evid">non servono</span>:</p>
<ul>
<li>la paura dei disturbi  alimentari</li>
<li>lo spauracchio dell’obesità,  (chi è già obeso di solito ha altro a cui pensare, tra cui difendersi dai  pregiudizi di persone piuttosto ignoranti; chi non lo è non si pone il problema  o se lo pone all’eccesso, ammalandosi d’altro)</li>
<li>le diete sui giornali</li>
<li>le cucchiaiate di  soia o gli omega tre per prevenire</li>
<li>i cibi light</li>
<li>riempire i carrelli  del supermercato di tutto quello che ci passa per la testa (e di solito sono scelte  pilotate dalle pubblicità viste dappertutto)</li>
<li>fare ore di palestra  perché così anche se mangio consumo tutto e non ingrasso</li>
<li>dire ai bambini che  hanno la pancia come il nonno e poi riempire lo zainetto di pizzette unte,  anziché preparare pane e pomodoro</li>
<li>la fretta, declinata  in tutte le situazioni, dal fare prima a cucinare, al fare prima a mangiarlo, a  voler arrivare a conoscere una giusta e personalizzata alimentazione basandosi  su regole stereotipate</li>
</ul>
<p>Per fermare l’avanzata del serpente <span class="evid">servono</span>:</p>
<ul>
<li> <strong>riscoprire il senso di fame e la sazietà</strong>, allenarli se li  abbiamo perduti, e riconquistare un ritmo alimentare armonico con i nostri  reali fabbisogni</li>
<li> <strong>dedicare 20 minuti al giorno ad ogni pasto</strong>, masticando bene  e seduti; questi sono 20 minuti dedicati a noi stessi e alla nostra persona  (fisica e psichica), quindi EVITIAMO di portare a tavola lavoro e/o conflitti.  A tavola si assaggia e si assapora, e ci si ascolta, se siamo genitori si  possono insegnare tante cose, facendo da esempio col nostro atteggiamento</li>
<li> <strong>curiosità per la cultura alimentare</strong>, e per le tradizioni  gastronomiche, per i sapori e per gli odori</li>
<li> chiedersi sempre <strong>cosa c’è dietro alle promozioni</strong> e ai  prodotti alimentari elaborati (come mai non esiste la pubblicità del sale da  cucina, ma esistono centinaia di pubblicità per i prodotti industriali?)</li>
<li> chiedersi se <strong>serve a qualcosa quello che stiamo mangiando</strong>,  oltre che a narcotizzare le nostre papille gustative (molti bambini si  rifiutano di mangiare l’hamburger preparato da mamma perché ha un  sapore“diverso” dal tipico sapore di untorifritto degli happypanini)</li>
<li> <strong>conoscere la stagionalità dei prodotti</strong> e usare quando  possibile prodotti freschi</li>
<li> <strong>conoscere i fondamenti dell’alimentazione</strong> (esistono svariate  piramidi alimentari, preparate per diversi stili alimentari, che sono un buon  aiuto) e applicarli abitualmente</li>
<li> non cadere <strong>vittima della pubblicità</strong>, dell’industria delle  diete, dei paradossi della fast culture,</li>
<li> <strong>pensare sempre prima di mettere nel carrello</strong> ciò che  mangerete, chiedetevi se vi piace, se contiene nutrienti che vi servono, se si  può facilmente abbinare ad altri cibi; gli alimenti da preferire sono quelli  che soddisfano tutte e tre le domande</li>
<li> <strong>variare sempre la vostra alimentazione</strong>, rispettando tutti i  gruppi della piramide</li>
<li> rendete le vostre <strong>scelte alimentari autonome e liber</strong>e da  automatismi pubblicitari</li>
</ul><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/110-dieta-mediterranea-e-longevita.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e longevità'>Dieta mediterranea e longevità</a> <small>Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html' rel='bookmark' title='I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi'>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</a> <small>Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Ortoressia: stile alimentare alternativo o disturbo alimentare?</title>
		<link>http://www.psico-terapia.it/wp/143-ortoressia-stile-alimentare-alternativo-o-disturbo-alimentare.html</link>
		<comments>http://www.psico-terapia.it/wp/143-ortoressia-stile-alimentare-alternativo-o-disturbo-alimentare.html#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 18 Nov 2005 00:11:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[disturbi alimentari]]></category>
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		<description><![CDATA[La parola dieta ha origini antiche, deriva dal greco e originariamente significava stile di vita. Per molti anni dieta è stato sinonimo di &#8216;perdita di peso&#8217;, e dunque le diete proposte si basavano sulla restrizione calorica, sia qualitativa ma soprattutto quantitativa degli alimenti. Da qualche decennio alcune correnti di pensiero sostengono e pubblicizzano diete e <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/143-ortoressia-stile-alimentare-alternativo-o-disturbo-alimentare.html'>[...]</a>
Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
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</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La parola <strong>dieta</strong> ha origini antiche, deriva dal greco e originariamente significava <strong>stile di vita</strong>. Per molti anni dieta è stato sinonimo di &#8216;perdita di peso&#8217;, e dunque le diete proposte si basavano sulla <strong>restrizione calorica</strong>, sia qualitativa ma soprattutto quantitativa degli alimenti.<br />
Da qualche decennio alcune correnti di pensiero sostengono e pubblicizzano <span class="evid">diete e stili alimentari che in realtà modificano le abitudini di vita</span>, e dunque riprendono l&#8217;antico ed originario concetto di <em><strong>dieta come stile di vita</strong></em>.</p>
<div class="wp-caption alignleft" style="width: 259px"><img src="http://www.psico-terapia.it/images/news/27.jpg" alt="" width="249" height="300" /><p class="wp-caption-text">Les vacances de Hegel, Rene Magritte 1958</p></div>
<p>Alcuni esempi, ad oggi privi di validi riconoscimenti scientifici possono essere la dieta legata ai gruppi sanguigni, la dieta &#8216;zona&#8217; o le diete basate sulle cosiddette &#8216;intolleranze alimentari&#8217;, che nulla hanno a che vedere con le gravi patologie immunoallergiche tipo allergie alimentari o celiachia.<br />
L&#8217;adozione di particolari diete o stili alimentari può avere anche presupposti teorici di tipo religioso, etico, filosofico o spirituale, come ad esempio la tradizione musulmana a proposito della macellazione delle carni e della consumazione dei pasti, l&#8217;adesione ai principi vegetariani o vegan, le teorie basate sui principi ayurvedici o sulle antiche medicine orientali.<br />
Da qualche anno si parla inoltre di un nuovo stile alimentare, l&#8217;<span class="evid">ortoressia nervosa</span>, come di una <strong>vera e propria ossessione</strong> riguardante una alimentazione rigorosa, al fine di ottenere uno stato di <strong>massimo benessere fisico e spirituale</strong>, basato soprattutto sulla sensazione di <strong>perfezione</strong> e <strong>purezza</strong>.<br />
L&#8217;autore che per primo ne ha parlato nel 1997, il dr Steven Bratman, ha messo in evidenza nel suo <a href="http://www.orthorexia.com/index.php?page=essay" target="_blank">articolo</a> che questo fenomeno, pur originando da alcuni presupposti teorici riconosciuti e diffusi per una alimentazione sana e corretta, si caratterizza per l&#8217;estrema rigidità nel mantenere a tutti i costi un&#8217;alimentazione &#8216;salutisticaa&#8217; ed una <span class="evid">elevata selettività nella scelta dei cibi</span>, creando non pochi problemi sia dal punto di vista psicofisico che psicosociale.<br />
La dieta ortoressica è infatti una <strong>dieta scarsamente standardizzata</strong>, ognuno tende a personalizzarla a seconda delle sue scelte, e quindi può provocare carenze nutrizionali e dimagrimenti anche gravi.<span id="more-143"></span><br />
Al contrario dei pazienti affetti da disturbi del comportamento alimentare classici (anoressia nervosa e bulimia nervosa) i soggetti con ortoressia non sembrano avere interesse nella modificazione delle loro forme corporee, privilegiando un <span class="evid">ideale di purezza e perfezione ascetica</span> che va spesso oltre le reali necessità dell&#8217;organismo.<br />
L&#8217;ortoressia si caratterizza inoltre per il progressivo isolamento sociale provocato dall&#8217;assenza di convivialità e dall&#8217;incapacità di condividere i pasti con soggetti non ortoressici.<br />
Gli studi su questo problema sono molto pochi e bisogna anche considerare che i soggetti noti ai medici o ai nutrizionisti rappresentano probabilmente soltanto la <strong>punta dell&#8217;iceberg</strong>, perchè sono i più gravi, i più denutriti, o i più compromessi dal punto di vista psicologico e sociale.<br />
Il numero di persone, specialmente giovani e adolescenti, che sperimenta diete e stili alimentari rigidi in maniera autonoma senza ricorrere al parere dei medici o dei nutrizionisti è infatti molto alto. Questa tendenza può essere rinforzata e sostenuta dal gruppo dei pari o da altri soggetti che adottano questo stile alimentare, fino a creare vere e proprie comunità.<br />
Al di là delle motivazioni di partenza e del tentativo di mangiare sano, l&#8217;ortoressia rappresenta dunque un problema perchè <span class="evid">estremizza la dieta e lo stile alimentare</span> e paradossalmente, in modo ossessivo e rigido, si allontana dallo scopo di partenza, creando tutti i presupposti per una <strong>alimentazione sbilanciata e carente</strong>.</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/137-si-possono-classificare-i-disturbi-del-comportamento-alimentare.html' rel='bookmark' title='Si possono classificare i disturbi del comportamento alimentare?'>Si possono classificare i disturbi del comportamento alimentare?</a> <small>I disturbi alimentari sono un gruppo di patologie accomunate da...</small></li>
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</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</title>
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		<pubDate>Sun, 26 Jun 2005 23:51:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[adolescenza]]></category>
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		<description><![CDATA[Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i giovani infartuati italiani presentano sostanziali differenze dal punto di vista della dieta e di alcuni parametri verosimilmente legati ad abitudini alimentari scorrette. Se esaminiamo i livelli dei marcatori infiammatori tipici dell&#8217;infarto essi non differiscono significativamente fra uomini di circa 30 anni che hanno un infarto <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html'>[...]</a>
Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/110-dieta-mediterranea-e-longevita.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e longevità'>Dieta mediterranea e longevità</a> <small>Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e mass media'>Dieta mediterranea e mass media</a> <small>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/disturbi-del-comportamento-alimentare/la-piramide-alimentare' rel='bookmark' title='La Piramide Alimentare'>La Piramide Alimentare</a> <small>La piramide alimentare è uno strumento utilizzato da dietologi, medici...</small></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin: 10px 5px;" title="Dieta ricca di grassi e infarto" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/9.jpg" alt="Dieta ricca di grassi e infarto" width="210" height="158" />Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i giovani infartuati italiani presentano sostanziali differenze dal punto di vista della dieta e di alcuni parametri verosimilmente legati ad abitudini alimentari scorrette. Se esaminiamo i livelli dei marcatori infiammatori tipici dell&#8217;infarto essi non differiscono significativamente fra uomini di circa 30 anni che hanno un infarto miocardico acuto e gli uomini malati di circa 60 anni, ma i <strong>pazienti più giovani</strong> presentano <strong>maggiori livelli di grassi</strong> nel sangue ed un maggior apporto di <strong>grassi saturi con la dieta</strong>. I pazienti giovani presentano una dieta sbilanciata con una prevalenza di grassi saturi simile a quella di una dieta occidentale che come sappiamo aumenta il rischio di infarto e di altre patologie (diabete, ipertensione). Nel loro sangue è presente un maggior livello di omocisteina, <acronym title="Low Density Lipoprotein">LDL</acronym> e trigliceridi. La dieta &#8220;occidentale&#8221;, che ha usurpato in molte famiglie il posto della tradizionale (e più sana) dieta mediterranea, promossa da uno stile di vita caotico e sedentario e dall&#8217;imperversare di pasti pronti, veloci e sbilanciati dal punto di vista nutrizionale, costituisce un problema reale anche nella culla della tradizione mediterranea. (Int J Cardiol 2005; 101: 185-90)</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/110-dieta-mediterranea-e-longevita.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e longevità'>Dieta mediterranea e longevità</a> <small>Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e mass media'>Dieta mediterranea e mass media</a> <small>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/disturbi-del-comportamento-alimentare/la-piramide-alimentare' rel='bookmark' title='La Piramide Alimentare'>La Piramide Alimentare</a> <small>La piramide alimentare è uno strumento utilizzato da dietologi, medici...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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		<title>Dieta mediterranea e longevità</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Jun 2005 23:39:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Claudia Ravaldi</dc:creator>
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		<category><![CDATA[alimentazione]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[qualità della vita]]></category>

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		<description><![CDATA[Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal condotto su un campione di oltre 74000 anziani (età &#62;60 anni) in 9 diversi paesi europei, ha dimostrato che coloro che aderivano in maniera più corretta ad una alimentazione basata sui principi della Dieta Mediterranea presentavano una riduzione significativa della mortalità generale, nella misura dell&#8217;8%. <a href='http://www.psico-terapia.it/wp/110-dieta-mediterranea-e-longevita.html'>[...]</a>
Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e mass media'>Dieta mediterranea e mass media</a> <small>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html' rel='bookmark' title='I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi'>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</a> <small>Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i...</small></li>
</ol>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Dieta mediterranea longevità" src="http://www.psico-terapia.it/images/news/5.jpg" alt="" width="185" height="276" />Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista <a href="http://bmj.bmjjournals.com/" target="_blank">British Medical Journal</a> condotto su un campione di oltre 74000 anziani (età &gt;60 anni) in 9 diversi paesi europei, ha dimostrato che coloro che aderivano in maniera più corretta ad una alimentazione basata sui principi della <a href="http://www.psico-terapia.it/menus/disturbi-alimentari/piramide.php" target="_blank">Dieta Mediterranea</a> presentavano una riduzione significativa della mortalità generale, nella misura dell&#8217;8%. Ancora una volta viene messa in evidenza l&#8217;importanza qualitativa, piuttosto che quantitativa di una corretta alimentazione. Ulteriori informazioni sul sito del <a href="http://bmj.bmjjournals.com/cgi/content/abstract/330/7498/991" target="_blank">BMJ</a> (pagina in inglese).</p><p>Altri articoli sullo stesso tema:<ol>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/155-dieta-mediterranea-e-mass-media.html' rel='bookmark' title='Dieta mediterranea e mass media'>Dieta mediterranea e mass media</a> <small>Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline...</small></li>
<li><a href='http://www.psico-terapia.it/wp/118-i-giovani-italiani-linfarto-e-la-dieta-ricca-di-grassi.html' rel='bookmark' title='I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi'>I giovani italiani, l&#8217;infarto e la dieta ricca di grassi</a> <small>Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i...</small></li>
</ol></p>]]></content:encoded>
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