Sul latte materno, sull’allattamento e su “fino a quando allattare?”.

Desolata accorse
D’altra parte la madre, e lagrimando
E nudandosi il seno, la materna
poppa scoperse, e,  a questa abbi rispetto,
singhiozzante esclamava, a questa, o figlio,
che calmò, lo ricorda, i tuoi vagiti.

Iliade XXII libro

Venite al mio seno di donna, e prendetevi il mio latte in cambio del vostro fiele

Macbeth

Allattamento al seno

La madre che allatta - M. Gerard

L’allattamento è un argomento di cui si parla molto, ma non ancora abbastanza e spesso non senza pregiudizi e dicotomie.

Sull’allattamento, come su molte cose relate alla natura umana, ci sono posizioni spesso estreme, e spesso opposte tra loro. Il risultato è una diffusa disinformazione generale, che strizza l’occhio al qualunquismo (della serie “decidi tu e quello che decidi va sempre bene!“) cui corrisponde (per fortuna) una tenace battaglia di sempre più numerosi gruppi che si occupano di diffondere una buona pratica e una corretta informazione sul latte di mamma, sui benefici a breve e a lungo termine dell’allattamento al seno, e, anche, su quali sono i più comuni ostacoli che una puerpera incontra quando allatta al seno il proprio bambino.

Va detto che ci sono alcune particolari (per quanto fortunatamente molto rare) situazioni mediche in cui purtroppo l’allattamento al seno è sconsigliato per l’assunzione di farmaci obbligatori per la madre che passano nel latte e sono nocivi per il bambino, o per particolari condizioni psichiche o fisiche nelle quali l’allattamento aggiungerebbe uno stress che minerebbe la salute della madre e di conseguenza quella del bimbo (psicosi post partum, gravissima anemia, patologie retiniche gravi).

Continue reading »

 

Dimensione DonnaSi segnala l’incontro con la dott.ssa Claudia Ravaldi dal titolo “I disturbi alimentari tra anoressia, bulimia e alimentazione incontrollata: quando il disagio si comunica con il cibo” organizzato dal Comune di Prato, circoscrizione Prato Nord, giovedì 31 Maggio 2007 alle ore 21.15, presso Villa Fiorelli, via di Galceti 64 Prato (ingresso libero e gratuito).
Scarica il volantino in pdf

 

Magritte mela

Nel nostro paese così ricco di contrasti e tipicamente incline alla “fast culture”, si diffondono in modo ingiustificato e privo di valide basi scientifiche vere e proprie “correnti di pensiero”.

L’alimentazione e, soprattutto la cosiddetta “sana” o buona alimentazione sono tra le vittime prescelte di questo tipo di informazione di massa, con i risultati che è possibile vedere sulla maggior parte dei settimanali femminili e sulla maggior parte delle spiagge italiane:

  • sedentarietà al limite della fusione sdraio-pelle contrapposta allo spinning forsennato con 40° gradi all’ombra
  • la bottiglia d’acqua iposodica accanto alla maxi coca ghiacciata
  • pizza e patate arrosto in compagnia di anemici yogurt light.

Il popolo dunque si divide, in sottogruppi sempre meno definiti (è facilissimo infatti saltare da un gruppo all’altro a seconda di mode, teorie, sbalzi d’umore, fidanzati o smanie di dieta): Continue reading »

 

La parola dieta ha origini antiche, deriva dal greco e originariamente significava stile di vita. Per molti anni dieta è stato sinonimo di ‘perdita di peso’, e dunque le diete proposte si basavano sulla restrizione calorica, sia qualitativa ma soprattutto quantitativa degli alimenti.
Da qualche decennio alcune correnti di pensiero sostengono e pubblicizzano diete e stili alimentari che in realtà modificano le abitudini di vita, e dunque riprendono l’antico ed originario concetto di dieta come stile di vita.

Les vacances de Hegel, Rene Magritte 1958

Alcuni esempi, ad oggi privi di validi riconoscimenti scientifici possono essere la dieta legata ai gruppi sanguigni, la dieta ‘zona’ o le diete basate sulle cosiddette ‘intolleranze alimentari’, che nulla hanno a che vedere con le gravi patologie immunoallergiche tipo allergie alimentari o celiachia.
L’adozione di particolari diete o stili alimentari può avere anche presupposti teorici di tipo religioso, etico, filosofico o spirituale, come ad esempio la tradizione musulmana a proposito della macellazione delle carni e della consumazione dei pasti, l’adesione ai principi vegetariani o vegan, le teorie basate sui principi ayurvedici o sulle antiche medicine orientali.
Da qualche anno si parla inoltre di un nuovo stile alimentare, l’ortoressia nervosa, come di una vera e propria ossessione riguardante una alimentazione rigorosa, al fine di ottenere uno stato di massimo benessere fisico e spirituale, basato soprattutto sulla sensazione di perfezione e purezza.
L’autore che per primo ne ha parlato nel 1997, il dr Steven Bratman, ha messo in evidenza nel suo articolo che questo fenomeno, pur originando da alcuni presupposti teorici riconosciuti e diffusi per una alimentazione sana e corretta, si caratterizza per l’estrema rigidità nel mantenere a tutti i costi un’alimentazione ‘salutisticaa’ ed una elevata selettività nella scelta dei cibi, creando non pochi problemi sia dal punto di vista psicofisico che psicosociale.
La dieta ortoressica è infatti una dieta scarsamente standardizzata, ognuno tende a personalizzarla a seconda delle sue scelte, e quindi può provocare carenze nutrizionali e dimagrimenti anche gravi. Continue reading »

 

Dieta ricca di grassi e infartoSe confrontati con malati di infarto di età superiore, i giovani infartuati italiani presentano sostanziali differenze dal punto di vista della dieta e di alcuni parametri verosimilmente legati ad abitudini alimentari scorrette. Se esaminiamo i livelli dei marcatori infiammatori tipici dell’infarto essi non differiscono significativamente fra uomini di circa 30 anni che hanno un infarto miocardico acuto e gli uomini malati di circa 60 anni, ma i pazienti più giovani presentano maggiori livelli di grassi nel sangue ed un maggior apporto di grassi saturi con la dieta. I pazienti giovani presentano una dieta sbilanciata con una prevalenza di grassi saturi simile a quella di una dieta occidentale che come sappiamo aumenta il rischio di infarto e di altre patologie (diabete, ipertensione). Nel loro sangue è presente un maggior livello di omocisteina, LDL e trigliceridi. La dieta “occidentale”, che ha usurpato in molte famiglie il posto della tradizionale (e più sana) dieta mediterranea, promossa da uno stile di vita caotico e sedentario e dall’imperversare di pasti pronti, veloci e sbilanciati dal punto di vista nutrizionale, costituisce un problema reale anche nella culla della tradizione mediterranea. (Int J Cardiol 2005; 101: 185-90)

 

Un recente studio pubblicato sulla prestigiosa rivista British Medical Journal condotto su un campione di oltre 74000 anziani (età >60 anni) in 9 diversi paesi europei, ha dimostrato che coloro che aderivano in maniera più corretta ad una alimentazione basata sui principi della Dieta Mediterranea presentavano una riduzione significativa della mortalità generale, nella misura dell’8%. Ancora una volta viene messa in evidenza l’importanza qualitativa, piuttosto che quantitativa di una corretta alimentazione. Ulteriori informazioni sul sito del BMJ (pagina in inglese).

© 2012 Dott.ssa Claudia Ravaldi
Via C.Goldoni 136, Prato
CF RVLCLD74H66F257D - PI 01893180974
email: claudia.ravaldi@psico-terapia.it
Suffusion theme by Sayontan Sinha