Ansia, ideazione suicidiaria e rischio di suicidio

Scritto da Claudia Ravaldi il 11/12/2005, modificato il 6/01/2010

'Panic' di Dennis P McCann

L’ideazione suicidiaria ed il tentato suicidio sono fenomeni gravi e piuttosto frequenti nella popolazione generale (rispettivamente circa 12 persone su 100 riferiscono ideazione suicidiaria e circa 3 su 100 tentano il suicidio), rappresentando i massimi fattori predittivi di suicidio completo.
La comprensione dei fattori di rischio che si nascondono dietro al suicidio, ed ancor più all’ideazione suicidiaria, che appare essere di gran lunga il fenomeno più frequente, è dunque di fondamentale importanza in un’ottica preventiva.
Il suicidio è infatti la terza causa di morte nei giovani tra i 15 ed i 24 anni, e la seconda tra i 25 ed i 34, con un incremento dimostrato negli ultimi anni. Tra le cause ambientali che sono associate a ideazione suicidiaria e rischio di suicidio troviamo la disoccupazione, la solitudine e la presenza di comportamenti rischiosi (abuso di alcol, droghe o farmaci, gioco d’azzardo, guida pericolosa, partners sessuali multipli, rapporti non protetti).

Un comportamento suicidiario è stato associato ad alcuni tipi di sofferenza psichiatrica, come ad esempio disturbi dell’umore (depressione, disturbo bipolare), disturbi da uso di sostanze e schizofrenia, ma pochi studi fino ad oggi hanno valutato la correlazione tra disturbi d’ansia e ideazione suicidiaria o tentato suicidio.
Uno studio di popolazione, condotto su un campione di 4796 persone, seguite per anni e esaminate in tre periodi diversi attraverso interviste specifiche sui disturbi psichiatrici e sul suicidio, ha messo in evidenza l’importanza dei disturbi d’ansia in generale come fattori di rischio per l’ideazione suicidiaria e per il tentato suicidio.
In particolare, oltre la metà dei soggetti che riportano ideazione suicidiaria ha almeno un disturbo d’ansia. Tra i disturbi d’ansia più fortemente correlati a ideazione suicidiaria troviamo il disturbo d’ansia generalizzato, il panico e la fobia sociale, mentre sembra che le fobie semplici, l’agorafobia ed il panico rappresentino un fattore di rischio per i tentativi di suicidio.
L’ideazione suicidiaria e il tentato suicidio aumentano significativamente quando il disturbo d’ansia è associato ad un disturbo depressivo.

E’ importante sottolineare che i disturbi d’ansia rappresentano una categoria piuttosto eterogenea, con differenze qualitative e quantitative dal punto di vista dell’espressione sintomatologica e del trattamento, e la loro frequenza è spesso sottostimata.
Diagnosticare un disturbo d’ansia in medicina generale è infatti difficile (per il poco tempo a disposizione e per la tendenza a considerare normali e dovuti allo ’stress’ alcuni degli svariati sintomi con cui l’ansia si presenta) e del resto i sintomi ansiosi medio-lievi tendono ad essere sottovalutati inizialmente anche dal soggetto che li prova e dai suoi familiari, o addirittura vengono tenuti nascosti per vergogna o imbarazzo.
Ciò che invece dovrebbe destare attenzione è rappresentato dai particolari meccanismi cognitivo-emotivi che si attivano in presenza di un disturbo d’ansia, tra cui la percezione dell’ansia stessa, il rimuginio e la paura. Questi meccanismi di attivazione producono notevoli livelli di sofferenza, che in momenti di maggiore intensità potrebbero costituire il trigger per l’ideazione suicidiaria od il tentato suicidio.
Molte volte inoltre nel corso di disturbi d’ansia, dal punto di vista cognitivo, la percezione di debolezza e di incapacità legate alla paura o al rimuginio si associano a intense emozioni negative di tipo depressivo, che di per sè possono aumentare l’ideazione suicidiaria.

L’immagine è l’opera ‘Panic’ dell’artista Dennis P McCann. Tutti i diritti appartengono ai legittimi proprietari.

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