Se confrontati con malati di infarto di età superiore, i giovani infartuati italiani presentano sostanziali differenze dal punto di vista della dieta e di alcuni parametri verosimilmente legati ad abitudini alimentari scorrette. Se esaminiamo i livelli dei marcatori infiammatori tipici dell’infarto essi non differiscono significativamente fra uomini di circa 30 anni che hanno un infarto miocardico acuto e gli uomini malati di circa 60 anni, ma i pazienti più giovani presentano maggiori livelli di grassi nel sangue ed un maggior apporto di grassi saturi con la dieta. I pazienti giovani presentano una dieta sbilanciata con una prevalenza di grassi saturi simile a quella di una dieta occidentale che come sappiamo aumenta il rischio di infarto e di altre patologie (diabete, ipertensione). Nel loro sangue è presente un maggior livello di omocisteina, LDL e trigliceridi. La dieta “occidentale”, che ha usurpato in molte famiglie il posto della tradizionale (e più sana) dieta mediterranea, promossa da uno stile di vita caotico e sedentario e dall’imperversare di pasti pronti, veloci e sbilanciati dal punto di vista nutrizionale, costituisce un problema reale anche nella culla della tradizione mediterranea. (Int J Cardiol 2005; 101: 185-90)
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Gli articoli del blog sono a cura della dott.ssa Claudia Ravaldi, medico psichiatra e psicoterapeuta.
