Disturbi Alimentari

Creato da Claudia Ravaldi il 1/01/2010, modificato il 3/01/2010

Anoressia Nervosa - LasègueL’identificazione dell’anoressia nervosa come entità clinica a sé stante risale al 1873. In quell’anno due medici, l’inglese Gull e il francese Lasègue, partendo da esperienze ed osservazioni differenti approdarono alla medesima conclusione studiando un certo numero di giovani donne che inesorabilmente e a dispetto di qualsiasi tentativo di terapia cessavano di alimentarsi, sopravvivevano per un certo periodo in stato di inedia ed infine morivano.

Ecco la prima descrizione dell’anoressia nervosa, pubblicata da Gull su Lancet nel numero di Agosto del 1868:

Anoressia Nervosa“Le persone colpite da questa affezione appartengono in gran parte, al sesso femminile e sono principalmente di età compresa fra i 16 ed i 23 anni. L’ho saltuariamente riscontrata fra i maschi della stessa età. La signorina A.: età 17 anni [...] aveva perso 15 kg. All’epoca pesava 37 kg. Altezza 1,65. Amenorrea da circa 1 anno [...] Anoressia completa per i cibi animali e quasi completa per qualsiasi altro cibo [...] La paziente non lamentava alcun dolore, ma era irrequieta e attiva.”

Le basi per lo studio di questo disturbo sono state gettate quasi 140 anni fa, e da allora si è andato delineando sempre più l’ampio spettro dei Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA), in cui si includono oggi quelle patologie caratterizzate da un’alterazione del comportamento alimentare, e da una alterata percezione della propria immagine corporea.

Nell’ambito dei DCA è spesso possibile individuare forme subcliniche e la ricerca si sta indirizzando verso lo studio dei fattori predisponenti, dei fattori di rischio e delle fasi iniziali di malattia.

La mortalità di questi disturbi è piuttosto elevata (considerando che ne sono colpiti ragazze e ragazzi di giovane età) e varia nell’anoressia dal 5% al 18%, mentre è intorno al 7% per la bulimia.

Definizione e criteri diagnostici

I disturbi del comportamento alimentare costituiscono l’insieme di tutte le sindromi psichiatriche che si manifestano attraverso un comportamento alimentare disturbato.

All’interno di questa definizione sono racchiusi tre tipi di patologie:

  1. Anoressia nervosa (AN)
  2. Bulimia nervosa (BN)
  3. Disturbi del comportamento alimentare non altrimenti specificati (DCAnas)

Nelle pagine sui singoli disturbi, sono riportati i criteri diagnostici proposti dal Manuale Statistico e Diagnostico per le Malattie Mentali dell’American Psychiatric Association (DSM-IV), attuale punto di riferimento per la diagnosi in Psichiatria.

DSM-IV Anoressia Nervosa e Bulimia NervosaTali criteri sono stati sviluppati per permettere una corretta e omogena classificazione delle malattie mentali (in questo caso i Disturbi del Comportamento Alimentare) in tutto il mondo. Il loro utilizzo è prevalentemente statistico e classificativo. Molto più utile a livello clinico e terapeutico è un approccio che si basa sugli elementi psicopatologici caratteristici di ogni patologia.

È opportuno inoltre sottolineare che i disturbi del comportamento alimentare tendono a presentarsi all’esordio in modo eterogeneo, così come nel corso del tempo possono andare incontro a profonde modificazioni cliniche e psicopatologiche, responsabili di oscillazioni lungo un continuum sintomatologico estremamente ampio.

Molti studi evidenziano la tendenza all’instabilità diagnostica di questi disturbi e considerano gli attuali sistemi di classificazione insoddisfacenti rispetto alle esigenze del clinico.

Letture consigliate

Gull W.W., Lasègue E.C., La scoperta dell’anoressia, Bruno Mondadori, Milano, 1998

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Un commento per “Disturbi Alimentari”

  1. Vorrei farle i complimenti per gli articoli esaurienti (per quanto le sfaccettature di tali patologie siano varie) ed esplicativi. Sono un osteopata che ha avuto occasione di riscontrare tali patologie nei propri pazienti – oltre ad avere avuto delle esperienze all’interno della famiglia – e tanti casi borderline. Sto per iniziare uno studio sulle relazioni tra i D.C.A. e le disfunzioni osteopatiche. Ho notato il ripetersi di disfunzioni somatiche,viscerali e dei sistemi meningei più profondi e così è nato lo spunto per approfondire l’argomento, utilizzando un software di raccolta dati specifico per osteopati in cui esistono circa 11.000 casi trattati in osteopatia da cui vanno estrapolati i pz con D.C.A. Penso che mi potrò avvalere volentieri dei suoi articoli per un’introduzione medica al mio studio. Grazie e ancora complimenti. Francesco Marino (osteopata C.E.R.D.O.)

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